Pianissimo. Una notte al LAC

19 settembre 2026 | dalle 22.30 alle 8.00 del giorno dopo
Sala 1, LAC Lugano

in collaborazione con LAC Lugano Arte e Cultura

Una notte in cui il tempo si sospende, le luci si abbassano e il suono diventa respiro. Un’esperienza di ascolto immersivo, un percorso musicale che esplora il potere incantatorio e introspettivo del suono.

Suoni che si svelano con discrezione, note leggere, sospese tra sogno e realtà, si intrecciano in un dialogo con il silenzio. Un’alternativa concreta per rivendicare lo spazio per il pensiero, per la riflessione, per l’ascolto, per il dialogo autentico anche con sé stessi. In un mondo in cui l’alto volume viene scambiato per autorevolezza, il rumore e la voce sguaiata per innovazione e la quantità si confonde con la verità, scegliere di muoversi ai margini del silenzio e con parola misurata è un atto di resistenza.

Da Morton Feldman a Erik Satie, dai brani lirici di Grieg alle consolazioni di Liszt, Oggimusica vi invita a passare una notte bianca al LAC immersi nei suoni per riscoprire la forza della quiete e il potere della contemplazione sonora.

Repertorio
Hans Otte – Das Buch der Klänge (1979–82) 1h….
Tom Johnson: An Hour for Piano (1971) 1h
John Cage – In a Landscape (1948) 10’
Peter Garland – I Found Them Like Seashells On The Beach
Morton Feldman – Palais de Mari (1986) 22’’
…
Numerose prime esecuzioni di brani “notturni”.

FRONTERA

MEET THE MUSIC CODE

Maria Sappho

14 marzo 2026 | 19.00
Teatrostudio LAC Lugano

Maria Sappho esegue brani tratti dal suo attuale progetto “Frontera”, un’esplorazione delle esperienze dei corpi ai confini, articolate attraverso la natività digitale, l’alienazione e l’attività all’interno di spazi reali e immaginari. In this performance, Sappho presents solo works for piano and electronics, including her own piano feedback-augmentation system Sapphnetics, a work by Colin Frank, and a Mariabrice Sapphocatherin realisation of Brice Catherin’s Chilli and Bonbon in Chililabombwe, performed through Sappho’s ZEMI ‘magic carpet’ interface.

Maria Sappho, compositrice e ricercatrice di New York, esplora pratiche ibride e tecnologie emergenti affrontando temi di diaspora e memoria culturale con prospettive femministe e postumane. Composer-in-Residence 2025 per il Bahué Duo, ha presentato opere in festival internazionali. Come interprete, ha collaborato con ensemble prestigiosi, tra cui Mogwai nel 2024. Con un dottorato IRiMaS, insegna al Royal Conservatoire of Scotland e ricerca all’Università di Huddersfield. Ha vinto premi come il BBC Radiophonic Daphne Oram Award.

Mariabrice Sapphocatherin nasce a New Yorkbrussels nel 199481. AttivƏ principalmente nell’improvvisazione come pianista e violoncellista. Si è esibitƏ a Huddersfield nel 2018. Ha collaborato a varie opere di musica contemporanea e performance artistiche di Émilie Girard Charest, Outi Condit e altri artisti. Ha inoltre collaborato a un progetto di arte visiva chiamato Edible Series. Mariabrice Sapphocatherin ha poi lavorato a un brano non destinato a nessun interprete specifico che suoni uno strumento specifico, intitolato Watching Paint Dry, oltre che a una serie di nuove performance artistiche per Laurent Estoppey, per se stessƏ e per vari altri artisti.

Brice Catherin è un artista e Dottore in composizione musicale (Università di Hull), attualmente lavora presso l’Università di Cork. Ha 18 anni di esperienza come musicista indipendente, artista inter-media e performer, e 7 anni di esperienza come ricercatore artistico. Il suo approccio trasversale e internazionale alle pratiche artistiche lo ha portato a collaborare con artisti di tutto il mondo. Sviluppa inoltre progetti artistici e progetti condivisi con non artisti provenienti dalla Global Majority e da popolazioni sottorappresentate e/o minoritarie in Europa e Africa meridionale. Da maggio 2024, Brice Catherin è artista affiliato alla cattedra UNESCO sull’integrazione dei rifugiati attraverso l’istruzione, la lingua e le arti dell’Università di Glasgow.

Were you there at the beginning

MEET THE MUSIC CODE

/nu/thing – Andrea Agostini, Daniele Ghisi, Eric Maestri and Andrea Sarto

14 marzo 2026 | 17.00
Teatrostudio LAC Lugano

Originariamente concepito per un’esperienza immersiva di suono e luce, “Were You There at the Beginning” è il viaggio di una voce. In un viaggio di 30 minuti, si dipana una narrazione astratta: da luoghi familiari a paesaggi sonori elettronici remoti, da esperienze contemplative del tempo al tessuto di suoni che si strappano e si frantumano, in una confluenza di gesti sinfonici e forme acusmatiche. Il brano è dedicato alla memoria di Carlo Ciceri.

Il collettivo /nu/thing riunisce attualmente quattro compositori italiani: Andrea Agostini, Daniele Ghisi, Eric Maestri e Andrea Sarto. Riunitosi inizialmente intorno al blog www.nuthing.eu, il collettivo ha poi iniziato a creare opere collettive, mettendo in discussione la nozione di autore e i metodi di scrittura musicale. Nel 2017 /nu/thing ha presentato il primo lavoro, “I mille fuochi dell’universo”, per ensemble ed elettronica, pensato per il grande Hangar Pirelli (Milano). Il secondo lavoro, “Were you there at the beginning”, un viaggio attraverso il suono e la luce in collaborazione con lo studio ExperiensS, è stato presentato in anteprima nel 2022 per la riapertura dell’“Espace de Projection” dell’Ircam.

/nu/thing: musica e design informatico-musicale
A Mondes Nouveaux Produc:on, programma gestito dal Ministero della Cultura francese nell’ambito del Piano di Recupero, in collaborazione con l’IRCAM-Centre Pompidou (versione lunga) Coproduc:on : IRCAM-Centre Pompidou

Interstices-2.0

MEET THE MUSIC CODE

Volker Böhm

15 marzo 2026 | 19.00
Teatrostudio LAC Lugano

Interstices-2.0 è l’attuale revisione del sistema di performance del sound artist Volker Böhm, costituito da un mix di segnali digitali e analogici assemblati in un sintetizzatore modulare a rack. In questo set l’artista fa ampio uso di segnali di feedback per esplorare il suono e il ritmo in diversi modi. Suonare su questo strumento è un po’ come cercare gli interstizi, quelle nicchie segrete che si aprono solo dopo aver raggiunto una specifica costellazione di cose e stati; dove presente e passato sono ugualmente importanti, e dove improvvisamente una nuova dimensione emerge, si stabilizza, ha un carattere proprio, forte e chiaro e tagliente…

Errant it is.

La neuroinformatica conosce modelli che descrivono il comportamento delle cosiddette cellule nervose “spiking”. Questi modelli possono essere intesi come circuiti risonanti che possono essere stimolati a oscillare da influenze esterne e attraverso il feedback. Se tale attività neuronale modellizzata viene interpretata come segnali audio, è possibile generare un ampio spettro di suoni, che vanno dai singoli impulsi ai ritmi complessi e alle trame granulari. Il titolo si riferisce al fatto che non solo l’implementazione esatta di un algoritmo, ma anche anche le sue deviazioni consapevoli (o inconsapevoli, errate) possono portare a eventi sonori inaspettatamente emozionanti. Allo stesso tempo, il titolo si riferisce anche alla difficoltà di mantenere un controllo preciso sui risultati sonori quando si utilizzano sistemi di feedback:  lo spazio risultante corrisponde a un labirinto infinito di cui non esiste una mappa e in cui è necessario ricercare continuamente i percorsi trovati in precedenza.

Volker Böhm, nato nel 1971 a Friburgo (Germania), vive e lavora come musicista, sound designer e programmatore a Basilea. Oltre all’attività didattica presso l’Electronic Studio della Hochschule für Musik di Basel, realizza progetti artistici, musicali e multimediali nei campi della nuova musica, del teatro, dell’installazione (sonora) e dell’improvvisazione elettroacustica.

SINFONIA DI UNA GRANDE CITTÀ

musica elettronica
Gebrüder Teichmann, dj-set

11 dicembre 2025 | 18.00
Teatrostudio LAC Lugano

Berlin – Die Sinfonie der Großstadt (1927) di Walter Ruttmann è uno dei capolavori del cinema muto d’avanguardia e una delle più celebri rappresentazioni visive della metropoli moderna. Realizzato nel cuore degli anni Venti, il film è un viaggio cinematografico che cattura l’essenza di Berlino nel suo momento di massima espansione e trasformazione. La struttura è quella di una sinfonia urbana in cinque atti, che dall’alba fino a notte inoltrata accompagna lo spettatore attraverso i ritmi frenetici della metropoli, esplorando il contrasto tra il lavoro e il tempo libero, la velocità e la stasi, la folla e la solitudine.
Concepito come un film sinfonico, Berlin – Die Sinfonie der Großstadt non è solo un documentario, ma un’opera di montaggio visionaria in cui le immagini della città vengono orchestrate come una composizione musicale. Ruttmann, ispirato dalle avanguardie artistiche dell’epoca, combina movimenti di macchina fluidi, rapide dissolvenze e sovrapposizioni visive per costruire una narrazione cinematografica che riflette l’energia caotica e pulsante della metropoli. La città diventa così il vero protagonista del film: le fabbriche e le strade affollate, i mercati e i tram, gli uffici e le insegne luminose compongono un mosaico visivo in cui il ritmo della vita moderna si manifesta in tutta la sua intensità.
La colonna sonora originale, composta da Edmund Meisel, era pensata per enfatizzare la tensione e il dinamismo delle immagini. Tuttavia, nel corso degli anni, il film è stato oggetto di molte reinterpretazioni musicali, testimoniando la sua capacità di dialogare con le estetiche sonore più diverse. In questa proiezione, la nuova sonorizzazione dal vivo è affidata ai Gebrüder Teichmann, due DJ e produttori che rappresentano l’anima sperimentale della scena elettronica berlinese. Il loro intervento musicale si inserisce in una tradizione di riappropriazione sonora della città, mescolando frammenti di musica elettronica, sottoculture urbane e sperimentazioni contemporanee.

Il duo Teichmann, noto per il suo approccio innovativo e la sua sensibilità nel fondere sonorità elettroniche con elementi della tradizione musicale berlinese, utilizza il DJ-set come strumento narrativo, creando un paesaggio sonoro che dialoga con le immagini di Ruttmann. La loro selezione include influenze che spaziano dal Krautrock al Minimal Techno, dal Jazz d’avanguardia alla musica concreta, fino a citazioni della cultura underground berlinese che si è sviluppata nei decenni successivi. Attraverso l’uso di campionamenti, loop e improvvisazione, la loro musica frammenta, sottolinea e reinterpreta il film, creando un’esperienza immersiva in cui il passato e il presente della città si fondono.
Questa proiezione con musica dal vivo non è solo un omaggio a un capolavoro del cinema espressionista, ma una riflessione sulla continua trasformazione di Berlino e della sua identità sonora. Così come Ruttmann catturava il battito frenetico della capitale tedesca degli anni Venti, i Gebrüder Teichmann ne raccontano l’eco contemporaneo, tracciando un ponte tra la memoria cinematografica e l’evoluzione musicale della metropoli. L’evento si propone come un’esperienza sensoriale totale, in cui immagine e suono si intrecciano per restituire l’essenza senza tempo di una città che continua a riscrivere la propria sinfonia.

QUATUOR BOZZINI

Clemens Merkel, violino
Alissa Cheung, violino
Stéphanie Bozzini, viola
Isabelle Bozzini, violoncello

16 novembre 2025 | 17.00
Teatrostudio LAC Lugano

Lodato per la sua “musicalità intensa e la sua immensa sensibilità” (Musicworks, Canada), il Quatuor Bozzini è stato descritto dal Bandcamp Daily come “uno dei quartetti d’archi più audaci al mondo”. Per questo concerto di Oggimusica presenta un programma di compositori svizzeri e canadesi con approcci diversi alla composizione che spaziano dalla critica sociale alla sperimentazione acustica e percettiva.
Seri o giocosi, i brani colorati ed evocativi di Three Pieces for String Quartet di Michael Oesterle hanno come filo conduttore gli animali in via di estinzione (il martin pescatore, l’ orango, il ragno tessitore). La scrittura musicale di Oesterle rinvia a puzzle geometrici come motore principale di ogni brano. I tre brevi brani utilizzano tutti moduli all’interno di uno schema di sequenze di numeri triangolari (1, 1-2, 1-2-3, 1-2-3-4…). Ogni brano è un puzzle giocoso, la musica si crogiola nel processo stesso, nei modelli di un sistema, in un metodo, alla ricerca di una scoperta. La motivazione musicale è la gioia di andare avanti e di trovare una strada per tornare all’inizio. Il titolo è un omaggio ai Tre brani per quartetto d’archi di Stravinsky, ma se questo brano fosse stato in quattro parti, il titolo sarebbe cambiato per diventare un omaggio a John Cage.

Un altro universo sonoro è quello di Jürg Frey che il compositore descrive così: il quartetto d’archi suona a volte come il silenzio di una piazza, di una stanza, di un muro o di un paesaggio. La musica è silenziosa, ma non assente. Non è muta, né si muove con un virtuosismo che rasenta il silenzio. La musica trae la sua vitalità e il suo splendore non dai gesti e dalle figurazioni, ma dalla sua presenza silenziosa: tutto è lì, i colori, le sensazioni, le ombre, le durate. La musica è un’architettura silenziosa.
La musica presenta diversi spazi sonori emotivi e architettonici. Questa musica è creata con procedure semplici e chiare; tuttavia, aumenta la necessità di precisione. I materiali e le costruzioni elementari vengono così percepiti come una sensazione, e la consapevolezza consiste nel mantenere queste sensazioni in equilibrio prima che raggiungano i limiti dell’espressività. Unhörbare Zeiten (Tempi inudibili) sono volumi vuoti nella musica. Le durate senza suoni definiscono la propria entità e sviluppano la loro presenza architettonica. Non si dovrebbe aggiungere nulla a questi volumi vuoti, né nella composizione né durante l’ascolto. Dovrebbero rimanere aperti, leggeri e sereni.

Il terzo brano del concerto è Koan for String Quartet di James Tenney. Scritto nel 1984, questo brano è un adattamento per quartetto d’archi del precedente “Koan” per violino solo del 1971. Tenney utilizza un sistema di intonazione naturale e si concentra sugli effetti percettivi di intervalli microtonali. Il pezzo esplora fenomeni psicoacustici come i toni di differenza, creando un’esperienza uditiva complessa e affascinante.

Dal 1999, il Quatuor Bozzini è una voce originale a sostegno delle musiche nuove, sperimentali e classiche. Motore della scena ipercreativa di Montréal, il quartetto coltiva un approccio che dà spazio al rischio, alla sperimentazione e alla collaborazione, e si avventura fuori dai sentieri battuti. Con i suoi rigorosi criteri di qualità, ha contribuito alla creazione di un repertorio diversificato che ignora le tendenze e le mode. Dal 2000, il Quatuor Bozzini ha tenuto 931 concerti, di cui 351 a Montréal e 466 nel resto del Canada e all’estero. Inoltre, l’ensemble ha eseguito 500 prime mondiali e ha commissionato più di 400 nuove opere.
Il suo approccio aperto, collaborativo e guidato da artisti gli ha permesso di realizzare numerose produzioni innovative e molto apprezzate, tra cui progetti interdisciplinari con il video, il teatro e la danza.

DARK MELODICA

SÆITENWIND
Olivia Steimel – fisarmonica
Karolina Öhman – violoncello
Jonas Tschanz – sassofono

28 ottobre 2025 | 19.00
Teatrostudio LAC Lugano

Con un organico composto da violoncello, sassofono e fisarmonica, il trio rappresenta una combinazione insolita che offre un’eccitante varietà di suoni. La stretta collaborazione con i compositori è una parte importante del lavoro artistico del trio SÆITENWIND. Quattro delle cinque opere del programma di questo concerto sono state composte per il trio SÆITENWIND.

Il brano Dark Melodica di Arturo Corrales, compositore salvadoregno che vive a Ginevra, è un’opera potente ed energica che dà il via al concerto. In un mondo sonoro molto diverso ci porterà invece Onibi di Ezko Kikoutchi, compositrice svizzero-giapponese. In quest’opera, Kikoutchi tematizza la leggenda giapponese degli “Onibi” – fiamme spettrali e spiriti che tremolano e cambiano continuamente.

The Silent Life of Invisible Beings di Svetlana Lavrova conduce il pubblico in un mondo sonoro minimalista, caratterizzato soprattutto da strutture sonore scarne ma efficaci. Quasi una sorta di contrappasso è rappresentato dalla composizione di Mischa Käser, Fünf Phonisische Baccunicellen, un’opera ritmicamente complessa, ricca di umorismo ed energia. Chiuderà il programma A Miniature of a Golem Snoring di Fojan Gharibnejad, un lavoro che tematizza il golem mitologico in modo umoristico e grottesco.

Il Trio SÆITENWIND riceve regolarmente incarichi da prestigiose serie di concerti e festival in patria e all’estero, come ad esempio il Festival Internazionale di Musica da Camera di Mosca, Close Encounters di Tbilisi, Unerhörte Musik di Berlino, musica nova di Reutlingen, Musikpodium di Zurigo, Forum Neue Musik di Amburgo, Musikfestival di Berna o il Swiss Chamber Music Festival di Adelboden.
I tre musicisti provenienti dalla Germania, dalla Svezia e dalla Svizzera fondarono l’ensemble nel 2013 durante gli studi di Musica Contemporanea a Basilea. Il trio è stato borsista della Schierse-Stiftung (Berlino) e ha ricevuto un riconoscimento al Concours Nicati, il concorso più prestigioso per la musica contemporanea in Svizzera per musicisti professionisti. Nel 2015 hanno vinto il secondo premio al concorso ORPHEUS Swiss Chamber Music Competition, oltre ad altri premi della Marianne e Curt Dienemann-Stiftung di Lucerna e del Premio ‘Tina Anguissola Scotti’ di Val Tidone.”

MEET MUSIC STAGE

Il Festival MMC prepara lo stage per gli artisti digitali del futuro. Su questo MEET MUSIC STAGE si esibiranno alcuni studenti di composizione del Conservatorio della Svizzera italiana insieme a studenti del Dipartimento Ambiente Costruzioni e Design della SUPSI. Alcune anime creative della SUPSI insieme per un concerto multimediale tra musica elettronica, computer music, arti visive, interazione, sperimentazione.

Risonanze Temporali
Il termine risonanza, oltre a sottolineare l’aspetto tecnico-musicale dell’amplificazione di una specifica frequenza, in senso figurato riprende la sua etimologia latina di eco, evocando l’idea di una propagazione dopo di un lasso di tempo. La performance A/V si prefigge di far risuonare, a distanza di un secolo, cortometraggi muti d’avanguardia, fornendo loro voce, al fine di poter comunicare al meglio con il presente (Filmstudie – 1926 di Hans Richter e Mechanical Principles – 1930 di Ralph Steiner).
Musica: Federico Pezzatini
Visual Artists: Arianna Chiodo, Mirko Bassani

Rovine al crepuscolo
Quest’opera multimediale unisce danza, musica acusmatica e video-reactive per esplorare la rinascita in un mondo devastato. Due danzatori si muovono in un paesaggio sonoro e visivo evocativo, tra suoni manipolati e proiezioni dinamiche che reagiscono in tempo reale. La performance intreccia distruzione e speranza, riflettendo sulla resilienza umana e la fragile bellezza della rigenerazione.
Musica: Giulio Cattaneo
Danzatori: Rafael Planells, TBA
Video: Simone Scardovi, Melissa Broggini, Elia Jacop

Crystallize
Le strutture rigide ed estremamente simmetriche dei cristalli di sale plasmano e muovono il materiale audio, costituendo una partitura visiva dell’opera Crystallize (pixel sonification on fixed video). La rappresentazione della materia grezza in diverse forme mantiene le simmetrie originali e le reinterpreta, distorcendo e deformando il loro rapporto con lo spazio.
Musica: Davide Broggini
Video: Christian Sommaiuolo, Leonardo Mariucci

FRACTURES AND DRIFT SHADOW – THE SHADOW OF ONE

Alexander Harker e Niamh Dell
16 marzo 2025 | 18.30
Conservatorio, Lugano

Due opere del compositore Alexander Harker. In FRACTURES il materiale è stato “eseguito” in studio attraverso l’uso di controller hardware e processi guidati dall’analisi audio, mentre la manipolazione dei suoni è stata effettuata con un software scritto ad hoc per il controllo gestuale esplicito in combinazione con processi pseudocasuali parametrizzati. In DRIFT SHADOW l’oboe di Niamh Dell evoca un mondo di fragili tessiture, timbri complessi e rumore. L’esecutore dal vivo è continuamente ombreggiato dall’elettronica, che cerca di seguire i suoi movimenti attraverso una serie di aree aperte all’esplorazione, alternando momenti fugaci con dense masse di suono.

ll lavoro compositivo di Alexander Harker (1983) esplora tecniche e timbri strumentali, approcci aperti alla forma, la fusione di fonti elettroniche e acustiche, e la creazione in stretta collaborazione con gli esecutori. La sua musica è stata eseguita nel Regno Unito, Francia, Danimarca, Svizzera, Stati Uniti e Corea del Sud. Tra i progetti recenti: Drift Shadow per Niamh Dell (oboe ed elettronica), Fluence per Jonathan Sage (clarinetto ed elettronica) e The Kinetics of Resonance per Dimitrios Tasoudis (batteria solista). Le collaborazioni attuali includono lavori con l’ELISION ensemble e il TAK ensemble. Come programmatore, lavora come sviluppatore per Surreal Machines (https://www.surrealmachines.com), come uno dei manutentori del progetto iPlug2 (https://github.com/iPlug2/iPlug2) e ha lavorato con Ableton come sviluppatore del pacchetto Max for Live Convolution Reverb. È docente senior presso l’Università di Huddersfield, dove ricerca e insegna composizione, creative coding e produzione. All’interno dell’Università, è direttore del CeReNeM (Centre for Research in New Music) e leader del Creative Coding Lab.

Emilio Guim
16 marzo 2025 | 19.00
Conservatorio, Lugano

Shadow of One è un concerto di teatro musicale per solista dal vivo del compositore Emilio Guim che coinvolge la performance, l’audio-visivo e lo strumentale. Il programma prevede quattro nuove creazioni dei compositori: Michael Beil (Germania), Cathy van Eck (Paesi Bassi/Svizzera), Pierre Jodlowski (Polonia/Francia). Lo spettacolo esplora i limiti e i confini della musica contemporanea e la relazione di un solo performer con il palcoscenico.

Emilio Guim (1981). “Ricordo che negli anni ’80 avevo il dito pronto a premere play su un registratore a nastro mentre aspettavo che la radio trasmettesse una canzone da me richiesta. Ricordo anche di essere stato spesso nei negozi di dischi a sfogliare riviste musicali e a cercare lezioni di chitarra. Da adolescente suonavo nei bar fino a tarda ora per guadagnare qualche soldo, anche se non avevo l’età per comprare da bere. Da adulto ho colmato le lacune della mia formazione studiando in diverse scuole di musica. Sento di dovere la maggior parte della mia crescita artistica a un processo di apprendimento autonomo. Il mio lavoro è per lo più informato e guidato da quel bambino seduto accanto alla radio, da quell’adolescente che si esercita in un garage con i suoi amici e da quell’adulto che osserva e impara dai risultati dei suoi colleghi.”

MORPH

Morph è una performance live audiovisiva per knurl (un violoncello ibrido), batteria acustica ed elettronica. L’opera nasce dalla collaborazione tra Rafaele Andrade (knurl) e Timo Hoogland (batteria/elettronica). Nella performance Andrade e Hoogland creano varie tessiture sonore collegando i loro strumenti attraverso un software programmato ad hoc. Durante lo spettacolo i due musicisti-programmatori esplorano il modo in cui i loro strumenti possono estendersi al di là dei suoni acustici, contemporaneamente trasformandosi e controllando i suoni degli altri.

Rafaele Andrade (Curitiba – Brasile, 1994) è una compositore, costruttrice di strumenti e violoncellista attualmente residente nei Paesi Bassi. Con un background diversificato che spazia dalla composizione alla direzione d’orchestra, dalla sonologia al creative coding, il percorso artistico di Rafaele è una fusione di innovazione ed esplorazione. La passione per la composizione e la performance l’ha portata a sviluppare un proprio strumento a corde, il Knurl, con il quale si è esibita in sedi prestigiose in America Latina e in Europa (Brasile, Islanda, Paesi Bassi, Germania, Francia, Ungheria, Paraguay, Argentina, Spagna, Estonia).

Timo Hoogland è un digital artist, live coder, esperto di tecnologia musicale ed insegnante olandese. Si occupa di live coding e di musica elettronica, creando composizioni e installazioni audiovisive algoritmiche. Timo si è laureato presso il Master of Music della HKU University of the Arts Utrecht nel 2019, dove ha sviluppato lo strumento di livecoding Mercury. Organizza meetup, workshop e algoraves come parte del Netherlands Coding Live. Insegna coding creativo e sound design presso la facoltà di Music Technology della HKU