Categoria: musica elettronica

FOR BASS & ELECTRONICS

Enrico Francioni – speaker, contrabbasso ed elettronica

23 novembre 2025 | 19.00
Teatrostudio LAC Lugano

Il programma proposto è incentrato sul contributo del contrabbassista e compositore Enrico Francioni nell’ambito della musica per strumento con l’ausilio dell’elettronica, quest’ultima gestita sia su supporto fisso che attraverso il live electronics. Tutti gli algoritmi per la one- man-performance, scritti con l’utilizzo di Csound, sono stati progettati e realizzati dallo stesso interprete. Tra i brani proposti, due possono essere considerati “storici” nella letteratura per strumento ed elettronica: Ryoanji di John Cage, qui in versione quadrifonica, e SOLO N.19 di Karlheinz Stockhausen. Il primo è dedicato esplicitamente al contrabbasso con suoni di supporto, mentre il secondo, ideato per qualsiasi strumento monodico e linee di ritardo (feedback), è qui restituito come una lunga improvvisazione sul Form-Scheme Version II. Il resto del programma prevede altre quattro composizioni dello stesso Francioni: Ricercare (1986/2024), per contrabbasso ed elettronica; CLUSTER_I (2011), per contrabbasso, live electronics e suoni di supporto; Head in the clouds (2023), versione per voce sintetizzata, contrabbasso ed elettronica; Der letzte Flug (2018), per contrabbasso e suoni di supporto. Questi lavori, ponendo sempre lo strumento in primo piano sul versante tecnico-espressivo, vogliono sottolineare come la contaminazione/reazione elettronica, su supporto o dal vivo, sia stata elevata a componente irrinunciabile nelle performance strumentali della nuova musica.

Enrico Francioni si è diplomato in Contrabbasso e in Musica Elettronica al Conservatorio “G. Rossini” di Pesaro (Italia). Tra i suoi maestri figurano: per il contrabbasso F.Grillo, E.Laine, F.Petracchi, W.Stert, B.Tommaso e per la musica elettronica E.Giordani, oltre ad aver seguito le masterclass di W.Branchi, L.Camilleri, J.Chadabe, J.Chowning, D.Monacchi, A.Petrolati, C.Roads e A.Vidolin.

È autore di musica strumentale da camera, di teatro musicale, musica elettronica, didattica, scritti di interesse musicale e del codice generativo scritto con Csound per l’App SOLO [Nr. 19] dedicata all’omonimo lavoro di K.Stockhausen (apeSoft).

Come compositore è stato premiato in concorsi nazionali ed internazionali: “E. Carella” (Val Tidone-PV, Italia), “Città di Pavia” (Pavia, Italia), AGIMUS (Varenna-LC, Italia), “A.Manoni” (Senigallia-AN, Italia), “Le note ritrovate” (Avellino, Italia), DI_stanze 2013 (Catania, Italia), “Amici della Musica di Cagliari” 2015 (Cagliari, Italia), “Concorso di Composizione Mario Perrucci” (Potenza, Italia).

È stato contrabbassista stabile nell’Orchestra “J.Haydn” di Bolzano e Trento ed ha suonato presso varie orchestre italiane (Accademia Bizantina Ravenna, Filarmonica Marchigiana, Orchestra Sinfonica “G.Rossini” Pesaro, Orchestra Sinfonica RSM). Si è dedicato per anni alla didattica ed è stato docente di Contrabbasso presso il Conservatorio “G. Rossini” di Pesaro (Italia).

LONG NIGHT – The beauty of silence

13-14 maggio 2026 | dalle 21.30 alle 8.00 del giorno dopo
Teatrostudio LAC Lugano

Una notte in cui il tempo si sospende, le luci si abbassano e il suono diventa respiro. Un’esperienza di ascolto immersivo, un percorso musicale che esplora il potere incantatorio e introspettivo del suono.

Suoni che si svelano con discrezione, note leggere, sospese tra sogno e realtà, si intrecciano in un dialogo con il silenzio. Un’alternativa concreta per rivendicare lo spazio per il pensiero, per la riflessione, per l’ascolto, per il dialogo autentico anche con sé stessi. In un mondo in cui l’alto volume viene scambiato per autorevolezza, il rumore e la voce sguaiata per innovazione e la quantità si confonde con la verità, scegliere di muoversi ai margini del silenzio e con parola misurata è un atto di resistenza.

Da Morton Feldman a Erik Satie, dai brani lirici di Grieg alle consolazioni di Liszt, Oggimusica vi invita a passare una notte bianca al LAC immersi nei suoni per riscoprire la forza della quiete e il potere della contemplazione sonora.

Repertorio
Hans Otte – Das Buch der Klänge (1979–82) 1h….
Tom Johnson: An Hour for Piano (1971) 1h
John Cage – In a Landscape (1948) 10’
Peter Garland – I Found Them Like Seashells On The Beach
Morton Feldman – Palais de Mari (1986) 22’’

Numerose prime esecuzioni di brani “notturni”.

FRONTERA

MEET THE MUSIC CODE

Maria Sappho

14 marzo 2026 | 19.00
Teatrostudio LAC Lugano

Maria Sappho esegue brani tratti dal suo attuale progetto “Frontera”, un’esplorazione delle esperienze dei corpi ai confini, articolate attraverso la natività digitale, l’alienazione e l’attività all’interno di spazi reali e immaginari. In this performance, Sappho presents solo works for piano and electronics, including her own piano feedback-augmentation system Sapphnetics, a work by Colin Frank, and a Mariabrice Sapphocatherin realisation of Brice Catherin’s Chilli and Bonbon in Chililabombwe, performed through Sappho’s ZEMI ‘magic carpet’ interface.

Maria Sappho, compositrice e ricercatrice di New York, esplora pratiche ibride e tecnologie emergenti affrontando temi di diaspora e memoria culturale con prospettive femministe e postumane. Composer-in-Residence 2025 per il Bahué Duo, ha presentato opere in festival internazionali. Come interprete, ha collaborato con ensemble prestigiosi, tra cui Mogwai nel 2024. Con un dottorato IRiMaS, insegna al Royal Conservatoire of Scotland e ricerca all’Università di Huddersfield. Ha vinto premi come il BBC Radiophonic Daphne Oram Award.

Mariabrice Sapphocatherin nasce a New Yorkbrussels nel 199481. AttivƏ principalmente nell’improvvisazione come pianista e violoncellista. Si è esibitƏ a Huddersfield nel 2018. Ha collaborato a varie opere di musica contemporanea e performance artistiche di Émilie Girard Charest, Outi Condit e altri artisti. Ha inoltre collaborato a un progetto di arte visiva chiamato Edible Series. Mariabrice Sapphocatherin ha poi lavorato a un brano non destinato a nessun interprete specifico che suoni uno strumento specifico, intitolato Watching Paint Dry, oltre che a una serie di nuove performance artistiche per Laurent Estoppey, per se stessƏ e per vari altri artisti.

Brice Catherin è un artista e Dottore in composizione musicale (Università di Hull), attualmente lavora presso l’Università di Cork. Ha 18 anni di esperienza come musicista indipendente, artista inter-media e performer, e 7 anni di esperienza come ricercatore artistico. Il suo approccio trasversale e internazionale alle pratiche artistiche lo ha portato a collaborare con artisti di tutto il mondo. Sviluppa inoltre progetti artistici e progetti condivisi con non artisti provenienti dalla Global Majority e da popolazioni sottorappresentate e/o minoritarie in Europa e Africa meridionale. Da maggio 2024, Brice Catherin è artista affiliato alla cattedra UNESCO sull’integrazione dei rifugiati attraverso l’istruzione, la lingua e le arti dell’Università di Glasgow.

Were you there at the beginning

MEET THE MUSIC CODE

/nu/thing – Andrea Agostini, Daniele Ghisi, Eric Maestri and Andrea Sarto

14 marzo 2026 | 17.00
Teatrostudio LAC Lugano

Originariamente concepito per un’esperienza immersiva di suono e luce, “Were You There at the Beginning” è il viaggio di una voce. In un viaggio di 30 minuti, si dipana una narrazione astratta: da luoghi familiari a paesaggi sonori elettronici remoti, da esperienze contemplative del tempo al tessuto di suoni che si strappano e si frantumano, in una confluenza di gesti sinfonici e forme acusmatiche. Il brano è dedicato alla memoria di Carlo Ciceri.

Il collettivo /nu/thing riunisce attualmente quattro compositori italiani: Andrea Agostini, Daniele Ghisi, Eric Maestri e Andrea Sarto. Riunitosi inizialmente intorno al blog www.nuthing.eu, il collettivo ha poi iniziato a creare opere collettive, mettendo in discussione la nozione di autore e i metodi di scrittura musicale. Nel 2017 /nu/thing ha presentato il primo lavoro, “I mille fuochi dell’universo”, per ensemble ed elettronica, pensato per il grande Hangar Pirelli (Milano). Il secondo lavoro, “Were you there at the beginning”, un viaggio attraverso il suono e la luce in collaborazione con lo studio ExperiensS, è stato presentato in anteprima nel 2022 per la riapertura dell’“Espace de Projection” dell’Ircam.

/nu/thing: musica e design informatico-musicale
A Mondes Nouveaux Produc:on, programma gestito dal Ministero della Cultura francese nell’ambito del Piano di Recupero, in collaborazione con l’IRCAM-Centre Pompidou (versione lunga) Coproduc:on : IRCAM-Centre Pompidou

Interstices-2.0

MEET THE MUSIC CODE

Volker Böhm

15 marzo 2026 | 19.00
Teatrostudio LAC Lugano

Interstices-2.0 è l’attuale revisione del sistema di performance del sound artist Volker Böhm, costituito da un mix di segnali digitali e analogici assemblati in un sintetizzatore modulare a rack. In questo set l’artista fa ampio uso di segnali di feedback per esplorare il suono e il ritmo in diversi modi. Suonare su questo strumento è un po’ come cercare gli interstizi, quelle nicchie segrete che si aprono solo dopo aver raggiunto una specifica costellazione di cose e stati; dove presente e passato sono ugualmente importanti, e dove improvvisamente una nuova dimensione emerge, si stabilizza, ha un carattere proprio, forte e chiaro e tagliente…

Errant it is.

La neuroinformatica conosce modelli che descrivono il comportamento delle cosiddette cellule nervose “spiking”. Questi modelli possono essere intesi come circuiti risonanti che possono essere stimolati a oscillare da influenze esterne e attraverso il feedback. Se tale attività neuronale modellizzata viene interpretata come segnali audio, è possibile generare un ampio spettro di suoni, che vanno dai singoli impulsi ai ritmi complessi e alle trame granulari. Il titolo si riferisce al fatto che non solo l’implementazione esatta di un algoritmo, ma anche anche le sue deviazioni consapevoli (o inconsapevoli, errate) possono portare a eventi sonori inaspettatamente emozionanti. Allo stesso tempo, il titolo si riferisce anche alla difficoltà di mantenere un controllo preciso sui risultati sonori quando si utilizzano sistemi di feedback:  lo spazio risultante corrisponde a un labirinto infinito di cui non esiste una mappa e in cui è necessario ricercare continuamente i percorsi trovati in precedenza.

Volker Böhm, nato nel 1971 a Friburgo (Germania), vive e lavora come musicista, sound designer e programmatore a Basilea. Oltre all’attività didattica presso l’Electronic Studio della Hochschule für Musik di Basel, realizza progetti artistici, musicali e multimediali nei campi della nuova musica, del teatro, dell’installazione (sonora) e dell’improvvisazione elettroacustica.

SINFONIA DI UNA GRANDE CITTÀ

musica elettronica
Gebrüder Teichmann, dj-set

11 dicembre 2025 | 18.00
Teatrostudio LAC Lugano

Berlin – Die Sinfonie der Großstadt (1927) di Walter Ruttmann è uno dei capolavori del cinema muto d’avanguardia e una delle più celebri rappresentazioni visive della metropoli moderna. Realizzato nel cuore degli anni Venti, il film è un viaggio cinematografico che cattura l’essenza di Berlino nel suo momento di massima espansione e trasformazione. La struttura è quella di una sinfonia urbana in cinque atti, che dall’alba fino a notte inoltrata accompagna lo spettatore attraverso i ritmi frenetici della metropoli, esplorando il contrasto tra il lavoro e il tempo libero, la velocità e la stasi, la folla e la solitudine.
Concepito come un film sinfonico, Berlin – Die Sinfonie der Großstadt non è solo un documentario, ma un’opera di montaggio visionaria in cui le immagini della città vengono orchestrate come una composizione musicale. Ruttmann, ispirato dalle avanguardie artistiche dell’epoca, combina movimenti di macchina fluidi, rapide dissolvenze e sovrapposizioni visive per costruire una narrazione cinematografica che riflette l’energia caotica e pulsante della metropoli. La città diventa così il vero protagonista del film: le fabbriche e le strade affollate, i mercati e i tram, gli uffici e le insegne luminose compongono un mosaico visivo in cui il ritmo della vita moderna si manifesta in tutta la sua intensità.
La colonna sonora originale, composta da Edmund Meisel, era pensata per enfatizzare la tensione e il dinamismo delle immagini. Tuttavia, nel corso degli anni, il film è stato oggetto di molte reinterpretazioni musicali, testimoniando la sua capacità di dialogare con le estetiche sonore più diverse. In questa proiezione, la nuova sonorizzazione dal vivo è affidata ai Gebrüder Teichmann, due DJ e produttori che rappresentano l’anima sperimentale della scena elettronica berlinese. Il loro intervento musicale si inserisce in una tradizione di riappropriazione sonora della città, mescolando frammenti di musica elettronica, sottoculture urbane e sperimentazioni contemporanee.

Il duo Teichmann, noto per il suo approccio innovativo e la sua sensibilità nel fondere sonorità elettroniche con elementi della tradizione musicale berlinese, utilizza il DJ-set come strumento narrativo, creando un paesaggio sonoro che dialoga con le immagini di Ruttmann. La loro selezione include influenze che spaziano dal Krautrock al Minimal Techno, dal Jazz d’avanguardia alla musica concreta, fino a citazioni della cultura underground berlinese che si è sviluppata nei decenni successivi. Attraverso l’uso di campionamenti, loop e improvvisazione, la loro musica frammenta, sottolinea e reinterpreta il film, creando un’esperienza immersiva in cui il passato e il presente della città si fondono.
Questa proiezione con musica dal vivo non è solo un omaggio a un capolavoro del cinema espressionista, ma una riflessione sulla continua trasformazione di Berlino e della sua identità sonora. Così come Ruttmann catturava il battito frenetico della capitale tedesca degli anni Venti, i Gebrüder Teichmann ne raccontano l’eco contemporaneo, tracciando un ponte tra la memoria cinematografica e l’evoluzione musicale della metropoli. L’evento si propone come un’esperienza sensoriale totale, in cui immagine e suono si intrecciano per restituire l’essenza senza tempo di una città che continua a riscrivere la propria sinfonia.