MONDRIAN ENSEMBLE

Ivana Pristašová Zaugg – Violino
Petra Ackermann – Viola
Martin Jaggi – Violoncello

24 aprile 2026 | 19.00
Teatrostudio LAC Lugano

Nella stagione 2025-2026, il Mondrian Ensemble si prepara a incantare il pubblico con quattro nuove composizioni, frutto della creatività di quattro compositori che per la prima volta collaborano con l’ensemble: Peter Ivan Edwards (USA), Dylan Lardelli (Nuova Zelanda), Jalalu-Kalver Nelson (USA/Svizzera) e Oliver Weber (Svizzera). Questo programma sarà arricchito da due opere esistenti: Sterichtrio Nr. 2 “Gesänge der Frühe” di Nadir Vassena, scritta appositamente per il Mondrian Ensemble nella stagione 2024-2025, e “blickblink” di Joey Tan (Singapore), del 2021.

Peter Ivan Edwards utilizza il suono come mezzo per esprimere energia, forma, narrazione e prospettiva, spesso integrando metodi computazionali e algoritmici nella sua creatività. Dylan Lardelli, invece, in “Drift Aspect”, esplora i confini tra suono e sogno cercando di catturare le ombre misteriose degli eventi sonori nei sogni, un viaggio sonoro che attraversa i confini della realtà e dell’immaginazione. Entrambi i due compositori integrano l’ensemble con l’uso di un laptop controllato da un pedale e collegato a un sistema a due canali ma senza amplificazione del trio.

Oliver Weber compone partendo dai fenomeni acustici, concentrandosi sui percorsi sonori e sulle texture. Critica le composizioni troppo seriali e matematiche, che a suo avviso mancano di quella tensione interna che è essenziale per la musica. Per lui, la riflessione sulla logica e sulla drammaturgia di un brano è cruciale durante la composizione, creando un equilibrio tra logica e passione che rende la musica vibrante e coinvolgente.

Joey Tan (1997), blickblink (2021) für Streichtrio
Nadir Vassena (1970), Streichtrio Nr.2 («Gesänge der Frühe») (2024)
Peter Ivan Edwards (1973), Neues Werk (2025/26) für Streichtrio und Zuspielung Dylan Lardelli (1979), Neues Werk (2025/26) für Streichtrio
Jalalu-Kalvert Nelson (1951), Neues Werk (2025) für Streichtrio
Oliver Weber (1974), Neues Werk (2025/26) für Streichtrio und Zuspielung

Fondato a Basilea nel 2000, il Mondrian Ensemble include Ivana Pristašová-Zaugg al violino, Petra Ackermann alla viola e Martin Jaggi al violoncello. Hanno contribuito significativamente alla scena musicale contemporanea, eseguendo numerose prime assolute e collaborando intensamente con compositori come Dieter Ammann e Jürg Frey. Le loro registrazioni sono state pubblicate da etichette come Musiques Suisses e Neos. Il Mondrian Ensemble cura una propria serie di concerti in Svizzera e si esibisce regolarmente in Europa. Nel 2012 ha ricevuto il “Werkjahr für musikalische Interpretation” della città di Zurigo e nel 2015 è stato incluso nel programma di partnership della Fondation Nestlé pour l’art.
Nel 2018, il Mondrian Ensemble ha ricevuto il prestigioso Premio Musicale Svizzero, venendo descritto come “audaci costruttori di ponti” per la sua capacità di collegare diversi stili musicali, ignorando le barriere storiche. Questo ensemble si occupa sia della musica classico-romantica che di quella contemporanea, e spesso si avventura oltre i confini della musica da camera, esplorando l’improvvisazione, il teatro musicale e la danza, nonché la musica elettronica.

Joey Tan, nata nel 1997 a Singapore, è una compositrice e danzatrice che studia composizione alla Hochschule für Musik di Friburgo con Johannes Schöllhorn, grazie a borse di studio del DAAD e della Kunststiftung Baden-Württemberg. Ha iniziato a danzare balletto classico all’età di tre anni e ha partecipato al programma pre-professionale di Singapore Ballet dal 2017 al 2020.
Nel 2023 ha composto “Wogen, eins ums andere” per l’Ensemble ö!, in cui ha anche danzato e coreografato. Nel 2024 ha realizzato “now i lay me down to dream”, un’opera che esplora la connessione tra danza e musica. Le sue opere sono state eseguite in Europa, Asia e Nord America da ensemble rinomati come l’Ensemble Phoenix Basel.

Peter Ivan Edwards, nato a New York nel 1973, è un compositore che ha studiato alla Northwestern University, alla University of California, San Diego, e alla Folkwang Hochschule di Essen. I suoi insegnanti principali sono stati Chaya Czernowin e Nicolaus A. Huber. Attualmente vive a Singapore, dove è Associate Professor e capo del dipartimento di composizione al Yong Siew Toh Conservatory of Music.
La sua musica è stata eseguita in vari festival, tra cui i Darmstädter Ferienkurse, il MATA Festival di New York e Wien Modern. Le sue opere sono state premiate da numerosi ensemble, tra cui l’Ensemble Phoenix Basel e il Bremer Schlagzeugensemble. Edwards utilizza il suono per esprimere energia, forma e narrazione, spesso integrando metodi computazionali e algoritmici nella sua creatività.

Dylan Lardelli, nato nel 1979 a Wellington, Nuova Zelanda, è un compositore e interprete di musica contemporanea. La sua musica esplora gesti, colori, fisicità e memoria, introducendo nuove tecniche strumentali nel suo discorso musicale. Ha ricevuto borse di studio presso la Tokyo Wonder Site, Kulturkontakt Vienna e il Mozart Fellowship a Dunedin, oltre a un DAAD stipendium alla Musikhochschule Lübeck con Dieter Mack.
Le sue opere sono state eseguite da ensemble come l’Ensemble Vortex, Klangforum Wien, Ensemble Musikfabrik e il New Zealand Symphony Orchestra. Come chitarrista, ha eseguito e commissionato numerose nuove opere, esibendosi in festival internazionali come il Takefu International Music Festival e il Bendigo International Festival of Exploratory Music.

Jalalu-Kalvert Nelson, nato nel 1951 a Oklahoma City, ha studiato composizione all’Indiana University con John Eaton e Iannis Xenakis, e al Berkshire Music Center-Tanglewood con Gunther Schuller e Jacob Druckman. Ha ricevuto commissioni da ensemble prestigiosi come il Kronos Quartet e l’ASKO/Schoenberg Ensemble. Dal 1994 vive in Svizzera, dove è attivo sia come compositore che come trombettista e improvvisatore. Ha ricevuto borse di studio dal National Endowment for the Arts e da fondazioni olandesi. La sua musica combina spesso elementi di composizione e improvvisazione.

Nadir Vassena, nato nel 1970 a Lugano, ha studiato composizione a Milano con Bruno Zanolini e a Friburgo con Johannes Schöllhorn. Nel 1993 ha partecipato ai corsi di composizione di Royaumont con Brian Ferneyhough. Il suo lavoro abbraccia un ampio spettro, dalla musica da camera alla musica elettronica, con frequenti incursioni nel teatro, la performance e la danza.
Ha partecipato a numerosi festival musicali europei e ha ricevuto vari premi prestigiosi, tra cui quelli del Westdeutschen Rundfunks, dell’Hochschule der Künste di Berlino e del Mozartwettbewerb di Salisburgo. Nel 2015 ha vinto il Premio Svizzero di Musica. Oltre alla sua produzione artistica, ha organizzato e prodotto oltre trecento concerti e spettacoli.
Dal 2004 al 2011 ha curato, insieme a Mats Scheidegger, la direzione artistica delle “Tage für neue Musik” di Zurigo. Attualmente è professore di composizione al Conservatorio della Svizzera Italiana e docente alla Hochschule Luzern.

Oliver Weber, nato nel 1974 nel canton Aargau, ha iniziato gli studi di musicologia all’Università di Zurigo e ha seguito lezioni di organo con Janine Lehmann e di composizione privata con Rudolf Kelterborn a Basilea. Successivamente, ha studiato composizione strumentale ed elettroacustica all’Università per la musica e le arti performative di Vienna con Michael Jarrell, Dieter Kaufmann e Wolfgang Mitterer.
Dal 2004, si esibisce regolarmente come interprete delle sue opere e di quelle elettroniche di altri, nonché come improvvisatore in Svizzera e all’estero, partecipando a festival come Wien Modern e il SICMF in Corea del Sud. Ha ricevuto numerosi riconoscimenti, tra cui il Theodor Körner Preis e diversi stipendi per la composizione in Austria. Vive e lavora a Vienna.

FOR BASS & ELECTRONICS

Enrico Francioni – speaker, contrabbasso ed elettronica

23 novembre 2025 | 19.00
Teatrostudio LAC Lugano

Il programma proposto è incentrato sul contributo del contrabbassista e compositore Enrico Francioni nell’ambito della musica per strumento con l’ausilio dell’elettronica, quest’ultima gestita sia su supporto fisso che attraverso il live electronics. Tutti gli algoritmi per la one- man-performance, scritti con l’utilizzo di Csound, sono stati progettati e realizzati dallo stesso interprete. Tra i brani proposti, due possono essere considerati “storici” nella letteratura per strumento ed elettronica: Ryoanji di John Cage, qui in versione quadrifonica, e SOLO N.19 di Karlheinz Stockhausen. Il primo è dedicato esplicitamente al contrabbasso con suoni di supporto, mentre il secondo, ideato per qualsiasi strumento monodico e linee di ritardo (feedback), è qui restituito come una lunga improvvisazione sul Form-Scheme Version II. Il resto del programma prevede altre quattro composizioni dello stesso Francioni: Ricercare (1986/2024), per contrabbasso ed elettronica; CLUSTER_I (2011), per contrabbasso, live electronics e suoni di supporto; Head in the clouds (2023), versione per voce sintetizzata, contrabbasso ed elettronica; Der letzte Flug (2018), per contrabbasso e suoni di supporto. Questi lavori, ponendo sempre lo strumento in primo piano sul versante tecnico-espressivo, vogliono sottolineare come la contaminazione/reazione elettronica, su supporto o dal vivo, sia stata elevata a componente irrinunciabile nelle performance strumentali della nuova musica.

Enrico Francioni si è diplomato in Contrabbasso e in Musica Elettronica al Conservatorio “G. Rossini” di Pesaro (Italia). Tra i suoi maestri figurano: per il contrabbasso F.Grillo, E.Laine, F.Petracchi, W.Stert, B.Tommaso e per la musica elettronica E.Giordani, oltre ad aver seguito le masterclass di W.Branchi, L.Camilleri, J.Chadabe, J.Chowning, D.Monacchi, A.Petrolati, C.Roads e A.Vidolin.

È autore di musica strumentale da camera, di teatro musicale, musica elettronica, didattica, scritti di interesse musicale e del codice generativo scritto con Csound per l’App SOLO [Nr. 19] dedicata all’omonimo lavoro di K.Stockhausen (apeSoft).

Come compositore è stato premiato in concorsi nazionali ed internazionali: “E. Carella” (Val Tidone-PV, Italia), “Città di Pavia” (Pavia, Italia), AGIMUS (Varenna-LC, Italia), “A.Manoni” (Senigallia-AN, Italia), “Le note ritrovate” (Avellino, Italia), DI_stanze 2013 (Catania, Italia), “Amici della Musica di Cagliari” 2015 (Cagliari, Italia), “Concorso di Composizione Mario Perrucci” (Potenza, Italia).

È stato contrabbassista stabile nell’Orchestra “J.Haydn” di Bolzano e Trento ed ha suonato presso varie orchestre italiane (Accademia Bizantina Ravenna, Filarmonica Marchigiana, Orchestra Sinfonica “G.Rossini” Pesaro, Orchestra Sinfonica RSM). Si è dedicato per anni alla didattica ed è stato docente di Contrabbasso presso il Conservatorio “G. Rossini” di Pesaro (Italia).

Passeggiata musicale

con l’Orchestra della Svizzera italiana
e le improvvisazioni degli studenti della Scuola universitaria del Conservatorio della Svizzera italiana.

7 dicembre 2025
PalaCinema, Locarno

L’edizione della Passeggiata musicale 2025 sarà ispirata a una fiaba inedita natalizia scritta da Davide Grampa (CISA) e illustrata da Alberto Barone e Marilena Pasini per Winterland-Locarno.
Lo spettacolo si articola in cinque scene allestite in altrettanti spazi del Palacinema e del CISA. Il pubblico è itinerante e la storia un viaggio fra i suoni, le immagini e i protagonisti del racconto.
L’Orchestra della Svizzera italiana, protagonista musicale delle singole scene, verrà divisa in ensemble, mentre i musicisti del Conservatorio della Svizzera italiana creeranno le atmosfere sonore lungo i passaggi (corridoi, scale, ecc.). Oltre a un narratore e alcuni performer (danzatori e attori), parteciperanno anche i piccoli ballerini della Scuola di Danza ATAS di Locarno.
Le musiche saranno per lo più scelte dal repertorio del ‘900 e da quello contemporaneo.
L’evento si rivolge a un pubblico di grandi e piccini. Come sempre, nel corso del pomeriggio della domenica verranno proposte alcune repliche (un minimo di quattro) con prenotazione obbligatoria.

LONG NIGHT – The beauty of silence

13-14 maggio 2026 | dalle 21.30 alle 8.00 del giorno dopo
Teatrostudio LAC Lugano

Una notte in cui il tempo si sospende, le luci si abbassano e il suono diventa respiro. Un’esperienza di ascolto immersivo, un percorso musicale che esplora il potere incantatorio e introspettivo del suono.

Suoni che si svelano con discrezione, note leggere, sospese tra sogno e realtà, si intrecciano in un dialogo con il silenzio. Un’alternativa concreta per rivendicare lo spazio per il pensiero, per la riflessione, per l’ascolto, per il dialogo autentico anche con sé stessi. In un mondo in cui l’alto volume viene scambiato per autorevolezza, il rumore e la voce sguaiata per innovazione e la quantità si confonde con la verità, scegliere di muoversi ai margini del silenzio e con parola misurata è un atto di resistenza.

Da Morton Feldman a Erik Satie, dai brani lirici di Grieg alle consolazioni di Liszt, Oggimusica vi invita a passare una notte bianca al LAC immersi nei suoni per riscoprire la forza della quiete e il potere della contemplazione sonora.

Repertorio
Hans Otte – Das Buch der Klänge (1979–82) 1h….
Tom Johnson: An Hour for Piano (1971) 1h
John Cage – In a Landscape (1948) 10’
Peter Garland – I Found Them Like Seashells On The Beach
Morton Feldman – Palais de Mari (1986) 22’’

Numerose prime esecuzioni di brani “notturni”.

FRONTERA

MEET THE MUSIC CODE

Maria Sappho

14 marzo 2026 | 19.00
Teatrostudio LAC Lugano

Maria Sappho esegue brani tratti dal suo attuale progetto “Frontera”, un’esplorazione delle esperienze dei corpi ai confini, articolate attraverso la natività digitale, l’alienazione e l’attività all’interno di spazi reali e immaginari. In this performance, Sappho presents solo works for piano and electronics, including her own piano feedback-augmentation system Sapphnetics, a work by Colin Frank, and a Mariabrice Sapphocatherin realisation of Brice Catherin’s Chilli and Bonbon in Chililabombwe, performed through Sappho’s ZEMI ‘magic carpet’ interface.

Maria Sappho, compositrice e ricercatrice di New York, esplora pratiche ibride e tecnologie emergenti affrontando temi di diaspora e memoria culturale con prospettive femministe e postumane. Composer-in-Residence 2025 per il Bahué Duo, ha presentato opere in festival internazionali. Come interprete, ha collaborato con ensemble prestigiosi, tra cui Mogwai nel 2024. Con un dottorato IRiMaS, insegna al Royal Conservatoire of Scotland e ricerca all’Università di Huddersfield. Ha vinto premi come il BBC Radiophonic Daphne Oram Award.

Mariabrice Sapphocatherin nasce a New Yorkbrussels nel 199481. AttivƏ principalmente nell’improvvisazione come pianista e violoncellista. Si è esibitƏ a Huddersfield nel 2018. Ha collaborato a varie opere di musica contemporanea e performance artistiche di Émilie Girard Charest, Outi Condit e altri artisti. Ha inoltre collaborato a un progetto di arte visiva chiamato Edible Series. Mariabrice Sapphocatherin ha poi lavorato a un brano non destinato a nessun interprete specifico che suoni uno strumento specifico, intitolato Watching Paint Dry, oltre che a una serie di nuove performance artistiche per Laurent Estoppey, per se stessƏ e per vari altri artisti.

Brice Catherin è un artista e Dottore in composizione musicale (Università di Hull), attualmente lavora presso l’Università di Cork. Ha 18 anni di esperienza come musicista indipendente, artista inter-media e performer, e 7 anni di esperienza come ricercatore artistico. Il suo approccio trasversale e internazionale alle pratiche artistiche lo ha portato a collaborare con artisti di tutto il mondo. Sviluppa inoltre progetti artistici e progetti condivisi con non artisti provenienti dalla Global Majority e da popolazioni sottorappresentate e/o minoritarie in Europa e Africa meridionale. Da maggio 2024, Brice Catherin è artista affiliato alla cattedra UNESCO sull’integrazione dei rifugiati attraverso l’istruzione, la lingua e le arti dell’Università di Glasgow.

Were you there at the beginning

MEET THE MUSIC CODE

/nu/thing – Andrea Agostini, Daniele Ghisi, Eric Maestri and Andrea Sarto

14 marzo 2026 | 17.00
Teatrostudio LAC Lugano

Originariamente concepito per un’esperienza immersiva di suono e luce, “Were You There at the Beginning” è il viaggio di una voce. In un viaggio di 30 minuti, si dipana una narrazione astratta: da luoghi familiari a paesaggi sonori elettronici remoti, da esperienze contemplative del tempo al tessuto di suoni che si strappano e si frantumano, in una confluenza di gesti sinfonici e forme acusmatiche. Il brano è dedicato alla memoria di Carlo Ciceri.

Il collettivo /nu/thing riunisce attualmente quattro compositori italiani: Andrea Agostini, Daniele Ghisi, Eric Maestri e Andrea Sarto. Riunitosi inizialmente intorno al blog www.nuthing.eu, il collettivo ha poi iniziato a creare opere collettive, mettendo in discussione la nozione di autore e i metodi di scrittura musicale. Nel 2017 /nu/thing ha presentato il primo lavoro, “I mille fuochi dell’universo”, per ensemble ed elettronica, pensato per il grande Hangar Pirelli (Milano). Il secondo lavoro, “Were you there at the beginning”, un viaggio attraverso il suono e la luce in collaborazione con lo studio ExperiensS, è stato presentato in anteprima nel 2022 per la riapertura dell’“Espace de Projection” dell’Ircam.

/nu/thing: musica e design informatico-musicale
A Mondes Nouveaux Produc:on, programma gestito dal Ministero della Cultura francese nell’ambito del Piano di Recupero, in collaborazione con l’IRCAM-Centre Pompidou (versione lunga) Coproduc:on : IRCAM-Centre Pompidou

Interstices-2.0

MEET THE MUSIC CODE

Volker Böhm

15 marzo 2026 | 19.00
Teatrostudio LAC Lugano

Interstices-2.0 è l’attuale revisione del sistema di performance del sound artist Volker Böhm, costituito da un mix di segnali digitali e analogici assemblati in un sintetizzatore modulare a rack. In questo set l’artista fa ampio uso di segnali di feedback per esplorare il suono e il ritmo in diversi modi. Suonare su questo strumento è un po’ come cercare gli interstizi, quelle nicchie segrete che si aprono solo dopo aver raggiunto una specifica costellazione di cose e stati; dove presente e passato sono ugualmente importanti, e dove improvvisamente una nuova dimensione emerge, si stabilizza, ha un carattere proprio, forte e chiaro e tagliente…

Errant it is.

La neuroinformatica conosce modelli che descrivono il comportamento delle cosiddette cellule nervose “spiking”. Questi modelli possono essere intesi come circuiti risonanti che possono essere stimolati a oscillare da influenze esterne e attraverso il feedback. Se tale attività neuronale modellizzata viene interpretata come segnali audio, è possibile generare un ampio spettro di suoni, che vanno dai singoli impulsi ai ritmi complessi e alle trame granulari. Il titolo si riferisce al fatto che non solo l’implementazione esatta di un algoritmo, ma anche anche le sue deviazioni consapevoli (o inconsapevoli, errate) possono portare a eventi sonori inaspettatamente emozionanti. Allo stesso tempo, il titolo si riferisce anche alla difficoltà di mantenere un controllo preciso sui risultati sonori quando si utilizzano sistemi di feedback:  lo spazio risultante corrisponde a un labirinto infinito di cui non esiste una mappa e in cui è necessario ricercare continuamente i percorsi trovati in precedenza.

Volker Böhm, nato nel 1971 a Friburgo (Germania), vive e lavora come musicista, sound designer e programmatore a Basilea. Oltre all’attività didattica presso l’Electronic Studio della Hochschule für Musik di Basel, realizza progetti artistici, musicali e multimediali nei campi della nuova musica, del teatro, dell’installazione (sonora) e dell’improvvisazione elettroacustica.

SINFONIA DI UNA GRANDE CITTÀ

musica elettronica
Gebrüder Teichmann, dj-set

11 dicembre 2025 | 18.00
Teatrostudio LAC Lugano

Berlin – Die Sinfonie der Großstadt (1927) di Walter Ruttmann è uno dei capolavori del cinema muto d’avanguardia e una delle più celebri rappresentazioni visive della metropoli moderna. Realizzato nel cuore degli anni Venti, il film è un viaggio cinematografico che cattura l’essenza di Berlino nel suo momento di massima espansione e trasformazione. La struttura è quella di una sinfonia urbana in cinque atti, che dall’alba fino a notte inoltrata accompagna lo spettatore attraverso i ritmi frenetici della metropoli, esplorando il contrasto tra il lavoro e il tempo libero, la velocità e la stasi, la folla e la solitudine.
Concepito come un film sinfonico, Berlin – Die Sinfonie der Großstadt non è solo un documentario, ma un’opera di montaggio visionaria in cui le immagini della città vengono orchestrate come una composizione musicale. Ruttmann, ispirato dalle avanguardie artistiche dell’epoca, combina movimenti di macchina fluidi, rapide dissolvenze e sovrapposizioni visive per costruire una narrazione cinematografica che riflette l’energia caotica e pulsante della metropoli. La città diventa così il vero protagonista del film: le fabbriche e le strade affollate, i mercati e i tram, gli uffici e le insegne luminose compongono un mosaico visivo in cui il ritmo della vita moderna si manifesta in tutta la sua intensità.
La colonna sonora originale, composta da Edmund Meisel, era pensata per enfatizzare la tensione e il dinamismo delle immagini. Tuttavia, nel corso degli anni, il film è stato oggetto di molte reinterpretazioni musicali, testimoniando la sua capacità di dialogare con le estetiche sonore più diverse. In questa proiezione, la nuova sonorizzazione dal vivo è affidata ai Gebrüder Teichmann, due DJ e produttori che rappresentano l’anima sperimentale della scena elettronica berlinese. Il loro intervento musicale si inserisce in una tradizione di riappropriazione sonora della città, mescolando frammenti di musica elettronica, sottoculture urbane e sperimentazioni contemporanee.

Il duo Teichmann, noto per il suo approccio innovativo e la sua sensibilità nel fondere sonorità elettroniche con elementi della tradizione musicale berlinese, utilizza il DJ-set come strumento narrativo, creando un paesaggio sonoro che dialoga con le immagini di Ruttmann. La loro selezione include influenze che spaziano dal Krautrock al Minimal Techno, dal Jazz d’avanguardia alla musica concreta, fino a citazioni della cultura underground berlinese che si è sviluppata nei decenni successivi. Attraverso l’uso di campionamenti, loop e improvvisazione, la loro musica frammenta, sottolinea e reinterpreta il film, creando un’esperienza immersiva in cui il passato e il presente della città si fondono.
Questa proiezione con musica dal vivo non è solo un omaggio a un capolavoro del cinema espressionista, ma una riflessione sulla continua trasformazione di Berlino e della sua identità sonora. Così come Ruttmann catturava il battito frenetico della capitale tedesca degli anni Venti, i Gebrüder Teichmann ne raccontano l’eco contemporaneo, tracciando un ponte tra la memoria cinematografica e l’evoluzione musicale della metropoli. L’evento si propone come un’esperienza sensoriale totale, in cui immagine e suono si intrecciano per restituire l’essenza senza tempo di una città che continua a riscrivere la propria sinfonia.

QUATUOR BOZZINI

Clemens Merkel, violino
Alissa Cheung, violino
Stéphanie Bozzini, viola
Isabelle Bozzini, violoncello

16 novembre 2025 | 17.00
Teatrostudio LAC Lugano

Lodato per la sua “musicalità intensa e la sua immensa sensibilità” (Musicworks, Canada), il Quatuor Bozzini è stato descritto dal Bandcamp Daily come “uno dei quartetti d’archi più audaci al mondo”. Per questo concerto di Oggimusica presenta un programma di compositori svizzeri e canadesi con approcci diversi alla composizione che spaziano dalla critica sociale alla sperimentazione acustica e percettiva.
Seri o giocosi, i brani colorati ed evocativi di Three Pieces for String Quartet di Michael Oesterle hanno come filo conduttore gli animali in via di estinzione (il martin pescatore, l’ orango, il ragno tessitore). La scrittura musicale di Oesterle rinvia a puzzle geometrici come motore principale di ogni brano. I tre brevi brani utilizzano tutti moduli all’interno di uno schema di sequenze di numeri triangolari (1, 1-2, 1-2-3, 1-2-3-4…). Ogni brano è un puzzle giocoso, la musica si crogiola nel processo stesso, nei modelli di un sistema, in un metodo, alla ricerca di una scoperta. La motivazione musicale è la gioia di andare avanti e di trovare una strada per tornare all’inizio. Il titolo è un omaggio ai Tre brani per quartetto d’archi di Stravinsky, ma se questo brano fosse stato in quattro parti, il titolo sarebbe cambiato per diventare un omaggio a John Cage.

Un altro universo sonoro è quello di Jürg Frey che il compositore descrive così: il quartetto d’archi suona a volte come il silenzio di una piazza, di una stanza, di un muro o di un paesaggio. La musica è silenziosa, ma non assente. Non è muta, né si muove con un virtuosismo che rasenta il silenzio. La musica trae la sua vitalità e il suo splendore non dai gesti e dalle figurazioni, ma dalla sua presenza silenziosa: tutto è lì, i colori, le sensazioni, le ombre, le durate. La musica è un’architettura silenziosa.
La musica presenta diversi spazi sonori emotivi e architettonici. Questa musica è creata con procedure semplici e chiare; tuttavia, aumenta la necessità di precisione. I materiali e le costruzioni elementari vengono così percepiti come una sensazione, e la consapevolezza consiste nel mantenere queste sensazioni in equilibrio prima che raggiungano i limiti dell’espressività. Unhörbare Zeiten (Tempi inudibili) sono volumi vuoti nella musica. Le durate senza suoni definiscono la propria entità e sviluppano la loro presenza architettonica. Non si dovrebbe aggiungere nulla a questi volumi vuoti, né nella composizione né durante l’ascolto. Dovrebbero rimanere aperti, leggeri e sereni.

Il terzo brano del concerto è Koan for String Quartet di James Tenney. Scritto nel 1984, questo brano è un adattamento per quartetto d’archi del precedente “Koan” per violino solo del 1971. Tenney utilizza un sistema di intonazione naturale e si concentra sugli effetti percettivi di intervalli microtonali. Il pezzo esplora fenomeni psicoacustici come i toni di differenza, creando un’esperienza uditiva complessa e affascinante.

Dal 1999, il Quatuor Bozzini è una voce originale a sostegno delle musiche nuove, sperimentali e classiche. Motore della scena ipercreativa di Montréal, il quartetto coltiva un approccio che dà spazio al rischio, alla sperimentazione e alla collaborazione, e si avventura fuori dai sentieri battuti. Con i suoi rigorosi criteri di qualità, ha contribuito alla creazione di un repertorio diversificato che ignora le tendenze e le mode. Dal 2000, il Quatuor Bozzini ha tenuto 931 concerti, di cui 351 a Montréal e 466 nel resto del Canada e all’estero. Inoltre, l’ensemble ha eseguito 500 prime mondiali e ha commissionato più di 400 nuove opere.
Il suo approccio aperto, collaborativo e guidato da artisti gli ha permesso di realizzare numerose produzioni innovative e molto apprezzate, tra cui progetti interdisciplinari con il video, il teatro e la danza.