Quatour +

Yun-Peng Zhao, violino
Léo Marillier, violino
Franck Chevalier, viola
Alexis Descharmes, violoncello

Marcus Weiss, sassofono

4 giugno 2025 | 19.00
Teatro Studio LAC Lugano

Il quartetto d’archi non ha mai smesso di suscitare l’interesse dei compositori e degli ascoltatori. Nonostante sia ormai sulla scena musicale da quasi trecento anni resta un luogo privilegiato dove i compositori di tutte le epoche hanno concretizzato le loro idee e provato le innovazioni più ardite. Dalla seconda metà del secolo scorso, compositori come Ligeti o Lachenmann hanno contribuito a riallacciare i legami con una tradizione che continua a rinnovarsi. Per questa occasione il corpo degli archi si arricchisce di un altro strumento, un sassofono: strumento classico ma moderno, con un timbro che perfettamente si amalgama con quello degli archi, ma aggiungendovi le potenzialità sonore vicine a quelle della voce. Il sassofonista Marcus Weiss ha chiesto a Nadir Vassena, i cui brani per sassofono si sono ritagliati un posto fisso nel repertorio dello strumento, di scrivergli un nuovo lavoro che lo metta in dialogo con il Quartetto Diotima.

Il Quartetto Diotima, oggi uno dei quartetti più richiesti al mondo, è stato fondato nel 1996 dai laureati del Conservatorio Nazionale Superiore di Musica e Danza di Parigi. Il suo nome illustra una duplice identità musicale: Diotima è sia un’allegoria del Romanticismo tedesco – Friedrich Hölderlin chiamò così l’amore della sua vita nel suo romanzo Hyperion – sia una bandiera per la musica del nostro tempo, brandita da Luigi Nono in Fragmente-Stille, an Diotima.
Il Quartetto ha lavorato in stretta collaborazione con alcuni dei più grandi maestri della seconda metà del XX secolo, come Pierre Boulez e Helmut Lachenmann.  La sua ricca discografia, che comprende eccezionali interpretazioni della Scuola Viennese e l’integrale dei Quartetti di Bartok, ottiene regolarmente i più prestigiosi riconoscimenti dalla stampa internazionale.
Il Quatuor Diotima è regolarmente invitato dalle sale da concerto e dalle serie più prestigiose del mondo. Questa stagione è iniziata con un concerto a Zurigo per il 50° anniversario della Ernst von Siemens Music Foundation e un tour nel Caucaso.

Marcus Weiss è nato nel 1961 a Basilea, in Svizzera. Ha studiato con Iwan Roth alla Hochschule für Musik di Basilea e con Frederick L. Hemke alla Northwestern University di Chicago.
È uno dei principali sassofonisti “classici” a livello internazionale. Il suo repertorio comprende tutte le epoche della breve storia dello strumento, dagli inizi nella Francia impressionista fino ai giorni nostri.  Ha svolto un ruolo cruciale nell’incremento del repertorio per sassofono con numerose prime assolute di nuove opere.
Marcus Weiss è un musicista da camera impegnato soprattutto con i suoi due ensemble, il TRIO ACCANTO e l’ensemble di sassofoni XASAX, un quartetto di sassofoni che forma insieme a tre colleghi a Parigi. Insegna sassofono e musica da camera all’Università di Musica di Basilea (Hochschule), dove è anche responsabile della musica contemporanea.

GROUNDS

Ensemble Montaigne

2 aprile 2025 | 19.00
Teatro Studio LAC Lugano

Schweizer Musikedition (SME) è una casa editrice autonoma fondata a Lucerna per i compositori svizzeri. La cosa più importante per la musica di nuova composizione è che venga eseguita e ascoltata, il più spesso possibile e con la migliore qualità possibile. Per questo motivo, l’Ensemble Montaigne, che ha sede a Lucerna, dedica ogni due anni uno dei suoi progetti concertistici alle opere della collezione della SME.  
La prima edizione, svoltasi nella primavera del 2023, è stata un vero successo: i concerti a Zurigo, Zugo e alla Scuola di Musica di Lucerna hanno riscosso un grande interesse da parte del pubblico.  Le opere per la seconda edizione, che si terrà nella primavera del 2025, saranno nuovamente scelte congiuntamente dai rappresentanti del consiglio di amministrazione della casa editrice e dall’Ensemble Montaigne. In programma una nuova opera di Mathias Steinauer, che vive in Ticino. La seconda edizione intende ampliare la portata del progetto organizzando concerti anche nei cantoni di provenienza dei compositori.

L’Ensemble Montaigne, nella formazione base composta da un quintetto di fiati e uno d’archi, è stato fondato nel 2008 dalla sezione della Svizzera centrale della International Society for New Music (IGNM). È l’unica sezione in Svizzera ad avere un proprio ensemble orchestrale. L’Ensemble Montaigne si esibisce ogni anno in almeno quattro diverse serie di concerti, principalmente nella Svizzera tedesca. I programmi sono caratterizzati da una combinazione originale di opere con un focus tematico, rivelando così talvolta connessioni inaspettate tra la musica del XVI secolo e quella dei giorni nostri. Oltre alle regolari prime esecuzioni assolute, i programmi dell’Ensemble Montaigne coprono un ampio spettro stilistico, che va da composizioni originali del XX secolo a sofisticati arrangiamenti di musica antica, pezzi concettuali e improvvisazioni.
L’ensemble ha scelto il filosofo Michel de Montaigne (1533-1592) come suo “patrono” proprio per l’idea di una musica classica contemporanea senza restrizioni ideologiche.

MORPH

Rafaele Andrade, violoncello
Timo Hoogland, digital artist

15 marzo 2025 | 19.30
DACD-SUPSI, Mendrisio

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Timo Hoogland, digital artist

Morph è una performance live audiovisiva per knurl (un violoncello ibrido), batteria acustica ed elettronica. L’opera fa parte di una ricerca e di una collaborazione in corso tra Rafaele Andrade (knurl) e Timo Hoogland (batteria/elettronica). Nella performance Andrade e Hoogland creano varie tessiture sonore collegando i loro strumenti tra loro attraverso un software programmato ad hoc. Durante lo spettacolo i due musicisti e programmatori esplorano il modo in cui i loro strumenti possono estendersi al di là dei propri suoni strumentali e lentamente si trasformano insieme controllando i suoni degli altri.

Rafaele Andrade [Curitiba – Brasile, 1994] è una compositrice, costruttrice di strumenti e violoncellista attualmente residente nei Paesi Bassi. Con un background diversificato che spazia dalla composizione alla direzione d’orchestra, dalla sonologia al creative coding, il percorso artistico di Rafaele è una fusione di innovazione ed esplorazione. La passione per la composizione e la performance l’ha portata a sviluppare un proprio strumento a corde, il Knurl, con il quale si è esibita in sedi prestigiose in America Latina e in Europa (Brasile, Islanda, Paesi Bassi, Germania, Francia, Ungheria, Paraguay, Argentina, Spagna, Estonia).

Timo Hoogland è un digital artist, live coder, esperto di tecnologia musicale ed insegnante olandese. Si occupa di live coding e di musica elettronica, creando composizioni e installazioni audiovisive algoritmiche. Timo si è laureato presso il Master of Music della HKU University of the Arts Utrecht nel 2019, dove ha sviluppato lo strumento di livecoding Mercury. Organizza meetup, workshop e algoraves come parte del Netherlands Coding Live. Insegna coding creativo e sound design presso la facoltà di Music Technology della HKU.

Duo Svoboda – Hussong

Mike Svoboda, trombone
Stefan Hussong, fisarmonica

18 ottobre 2024 | 19.00
Teatro Studio LAC Lugano

Trombone e fisarmonica sono due strumenti a fiato: sì anche al fisarmonica ha un “polmone” e funziona in modo simile agli altri fiati. I due musicisti di questo duo hanno alle spalle una carriera solistica che ha seganto la storia dei rispettivi strumenti, con una grande quantità di prime esecuzioni e collaborazioni con importanti compositori. Insieme offrono un’esperienza sonora coinvolgente e memorabile, non tanto per l’eclettica combinazione, quanto per le inaspettate risorse sonore. Il programma pensato per questo concerto vede Mike Svoboda anche in veste di compositore, accanto a nomi come John Cage, Nicolaus A. Huber o Elena Mendoza.

Il trombonista e compositore Mike Svoboda è nato nell’isola di Guam nel Pacifico nel 1960, è cresciuto a Chicago ed è arrivato in Germania nel 1982 dopo aver completato gli studi grazie a un premio di composizione. Gli undici anni di collaborazione con Karlheinz Stockhausen negli anni Ottanta e Novanta hanno avuto un ruolo decisivo nel suo sviluppo artistico. Grazie allo scambio con lui e con altri compositori come Peter Eötvös, Helmut Lachenmann, Martin Smolka, Benedict Mason, Wolfgang Rihm e Frank Zappa, negli ultimi 20 anni Svoboda ha eseguito in prima assoluta più di 400 opere come trombonista. Solo dopo la collaborazione con Stockhausen, Mike Svoboda ha ripreso a comporre. Da allora, orchestre e teatri – tra cui lo Staatstheater Hannover, il Nationaltheater Mannheim e lo Staatstheater Stuttgart – e altre organizzazioni musicali come la Südwest-Rundfunk e la Kölner Philharmonie gli hanno commissionato opere, la maggior parte delle quali di ampio respiro. Nel 2008, Svoboda è stato insignito del Premio Praetorius del Niedersachsen nella categoria “Innovazione musicale”.

Stefan Hussong, nato a Köllerbach an der Saar, è fisarmosicista e borsista della Studienstiftung des Deutschen Volkes, del DAAD, dell’Akademie Schloss Solitude e della Kunststiftung Baden-Württemberg. Nel 1983 e nel 1987 ha vinto il primo premio al Concorso internazionale Hugo-Herrmann e al Concorso Internazionale Interpreti Gaudeamus per la musica contemporanea. Nel 1999, Hussong ha ricevuto l’ECHO Klassik dalla Deutsche Phonoakademie nella categoria “Miglior strumentista dell’anno”. Il suo CD solista con opere di John Cage è stato premiato come “Miglior disco dell’anno” nello stesso anno.  Hussong ha lavorato a stretto contatto con compositori come Sofia Gubaidulina, Keiko Harada, Adriana Hölszky, Toshi Ichiyanagi, Toshio Hosokawa, Uros Rojko e Klaus Huber, che gli hanno dedicato più di 150 opere.
Hussong è professore di fisarmonica e musica da camera presso l’Università di Musica di Würzburg e dal 1993 è docente presso le Accademie estive internazionali del Mozarteum di Salisburgo.

Unheavenly Lullaby

Sarah Maria Sun, soprano
Dmitry Batalov, pianoforte

28 gennaio 2025 | 19.00
Teatro Studio LAC Lugano

Marco Di Bari, (un)heavenly lullaby, per soprano e pianoforte
Salvatore Sciarrino, Due Melodie
Marco Di Bari, Parallelisme des éléments, n.1 da 6 Studi sul naturalismo integrale, (1986) per pianoforte
Andrea Scartazzini, So sieht‘s aus, per soprano e pianoforte, numeri 2, 3 e 5
Luciano Berio, Avendo gran disio, dalle quattro canzoni popolari per voce femminile e pianoforte
Marco Di Bari, Red Stones per voce e pianoforte, 2025, prima esecuzione 
Marco Di Bari, Réfraction de géométrie, n.6 da 6 Studi sul naturalismo integrale, (1986) per pianoforte
György Ligeti, Mysteries of The Macabre, 3 arie dall’opera “Le Grand Macabre”, (1992)

Il 2025 è l’anno del centenario della nascita del compositore Luciano Berio, figura tra le più importanti dell’avanguardia europea del ‘900. Molte saranno le occasioni per ascoltare e riascoltare le sue composizioni (Focus Berio), molte delle quali, occupano ormai un posto fisso nel repertorio della musica classica del secolo scorso. OGGIMUSICA rende omaggio al compositore ligure con un concerto che, oltre ad alcuni suoi brani, presenterà soprattutto compositori a lui legati o che hanno condiviso le avventure di quegli anni di grande innovazione musicale. Prima assoluta sarà una per una nuova composizione di Marco Di Bari, già scelto da Luciano Berio per scrivere un’opera per il Festival di Avignone.

Sarah Maria Sun è una delle interpreti di spicco della scena musicale contemporanea. Il suo repertorio comprende 2000 composizioni dal XVI al XXI secolo, tra cui 400 prime mondiali. È ospite regolare di rinomati festival, teatri d’opera e sale da concerto in tutto il mondo.  Dal 2007 al 2015 è stata il primo soprano dei Neue Vocalsolisten Stuttgart, un ensemble cameristico di sette cantanti che da decenni sono riconosciuti come pionieri del canto contemporaneo. La discografia di Sarah Maria Sun comprende più di 40 CD, molti dei quali sono stati premiati o nominati. Sarah è anche illustratrice e autrice di libri per bambini e pubblica le proprie canzoni con il gruppo Titillating Tofu. Dal 2022 insegna alla Musikhochschule di Basilea.

Dmitry Batalov è nato nel dicembre 1997 a Mosca e ha completato gli studi presso la Scuola Centrale di Musica di Mosca sotto la guida di Andrei Limaev. Proseguendo la sua formazione al Conservatorio di Mosca nella classe della professoressa Natalia Trull, Batalov si è presto unito alle ricche tradizioni delle scuole pianistiche di San Pietroburgo e Mosca. Con una solida conoscenza del repertorio classico acquisita attraverso i suoi studi, si è concentrato in gran parte sulla musica del XX e XXI secolo, apportandovi non solo la sua perfetta padronanza tecnica, ma soprattutto una notevole tavolozza di suoni. Musicologo di formazione e autore di lavori su Ligeti, Ustvolskaya e Murail, Batalov partecipa attivamente a concerti e festival di nuova musica a Mosca. Lavora come pianista dell’ensemble Reheard per la musica contemporanea e ha eseguito prime russe di opere di T. Murail, M. Stroppa, M. Andre, B. Furrer, J. Harvey e molti altri, oltre a prime mondiali di giovani compositori russi.

FELLINIANA. Un viaggio incantato nel mondo di Federico Fellini

con l’Orchestra della Svizzera italiana
e le improvvisazioni degli studenti della Scuola universitaria del Conservatorio della Svizzera italiana.
Ideazione e regia: Fabrizio Rosso

1 dicembre 2024 | h tbd
PalaCinema, Locarno

Un’immersione nel mondo surreale e incantato di Federico Fellini, in cui la realtà e il sogno si fondono in un caleidoscopio di immagini e personaggi indimenticabili. Per celebrare il genio creativo del leggendario regista italiano, l’Orchestra della Svizzera italiana eseguirà alcune pagine tratte dalle musiche dei suoi film e degli attori dal vivo rievocheranno scene e personaggi, ormai entrati nell’immaginario collettivo come Gelsonima, Casanova, Titta e Scrofolone. Sarà un’occasione ghiotta per rievocare il satirico film “Prova d’orchestra” che mette in scena, con toni tragicomici, l’ammutinamento dei professori d’orchestra contro il direttore.E poiché saremo in un periodo natalizio, la performance sarà arricchita da un tocco di festa e magia, con una sorpresa finale…

Fabrizio Rosso è musicista e regista. Ha realizzato progetti e performance in vari teatri e contesti europei, tra cui: Biennale Venezia, Berliner Festspiele, Piccolo Teatro Milano, Kunstmuseum Basel. E’ autore e regista dei cortometraggi Somewhere on Earth (2021), NO (2017), New Incessantly Endless (2013), dei progetti di video arte MILK awakening (2022), five Portraits of Alice (2021), Angel Madness (2019) e delle performance ROSA il caso Vercesi (2018), La Forme de l’Ame (2015), La Extravagancia#0 (2014), Persepolis (2009). Nel 2004 ha collaborato con Karlheinz Stockhausen per la realizzazione di Sonntags-Abschied, ultimo atto del ciclo di opere LICHT. Nato a Torino nel 1969, si è formato nei conservatori di Torino, Zurigo, Lugano e ha frequentato i corsi di regia cinematografica presso la USC School of Cinematic Arts di Los Angeles.

Drei Akte

Manuela Bernasconi, coreografia e performance
Valerio Lisci, arpa
Bera Romairone, sassofoni

8 novembre 2024 | 19.00
Teatro Studio LAC Lugano

Due opere di performance musicale: Zwei Akte di Maurico Kagel e una nuova composizione commissionata a Luis Naon. Zwei Akte è un’opera sulla dualità di genere, eseguita da due strumenti emblematici – arpa e sassofono – e da due attori, un uomo e una donna, che si rivestono dopo aver fatto l’amore in un camerino teatrale. Questa versione si basa sulla partitura musicale originale di Kagel, con una messa in scena che condensa l’azione degli attori su quella di una sola danzatrice. Lo strip-tease alla rovescia suggerito da Kagel è qui immaginato come un rituale in cui l’azione di rivestirsi con abiti femminili e maschili permette al movimento del corpo di rivelare una convivenza tra i due generi. La nuova creazione di Luis Naón intende rispondere, replicare, reagire o contraddire il pezzo di Kagel, come un terzo round, introduttivo, preliminare o forse postumo, ancora da scoprire e svelare… Dietro la presenza del corpo strumentale/performativo, c’è un terzo personaggio creato dall’intervento dell’elettronica. Come nei suoi lavori precedenti, Naón intende dare alla parte elettronica un comportamento irreale, mettendo a confronto la presenza con l’assenza, il mondo fisico con un universo proveniente da un’altra realtà.

Bera Romairone è una sassofonista eclettica italo-argentina residente in Svizzera e attiva nei campi della creazione contemporanea e del management culturale. Si è laureata in Arti Musicali presso l’Università Nazionale delle Arti di Buenos Aires. Ha studiato con Arno Bornkamp, Marie-Bernadette Charrier e Pierre-Stéphane Meugé. È docente presso il Conservatorio de l’Ouest Vaudoise. Bera Romairone è artista SELMER.

Valerio Lisci si è diplomato al Conservatorio di Torino sotto la guida di Gabriella Bosio, continuando i suoi studi a Losanna, dove ha ottenuto due Master of Arts con Letizia Belmondo. La Haute École de Musique de Lausanne gli ha conferito un premio speciale per il suo talento al termine degli studi. Nel 2019 si aggiudica la medaglia d’argento (Secondo Premio) all’11th Usa International Harp Competition, dove riceve anche il premio speciale per l’interpretazione di un brano contemporaneo. Dal 2024 è la prima arpa presso la Fondazione Arena di Verona.

Nata a Friburgo nel 1982, Manuela Bernasconi ha origini siciliane, greche, tedesche e del nord Italia. Danza dall’età di 5 anni. Ha iniziato a lavorare come danzatrice in Italia e in Francia, tra progetti musicali e di danza contemporanea. Per lei oggi “la danza è come un rito, un atto per aprire canali, pulirli e trasformarli. Un processo di igiene sociale e personale, la danza si insinua a un livello impercettibile, sfuggente, incidendo luoghi profondi”. Tra il 2010 e il 2011 incontra Gaga e il lavoro di Ohad Naharin in Israele, a Tel Aviv, un incontro trasformativo. Lo stesso anno, in Ticino (CH), ha conosciuto suo marito Felix, con il quale, negli ultimi 12 anni, ha creato più di venti opere. Nel 2016 si sono trasferiti nella città bassa di Friburgo dove hanno fondato Xocolat, un’associazione per la mobilità della creatività. Attualmente vivono tra la piccola e antica città di Bedigliora, in Ticino, e Friburgo.

Nato a La Plata (ARG) nel 1961, Luis Naón ha studiato musica a Buenos Aires dal 1971 al 1980. Nel 1981 si è stabilito a Parigi, dove ha studiato direzione di coro con Stéphane Caillat all’Università Cattolica. Dal 1982 al 1985 studia composizione e musica elettroacustica con Guy Reibel e Laurent Cuniot al Conservatorio di Parigi (CNSMDP). Dal 1985 al 1987 ha proseguito gli studi di composizione con Sergio Ortega alla Scuola di Musica di Pantin e con Horacio Vaggione all’Università Paris VIII. Fin dai suoi primi lavori, Luis Naón ha cercato di articolare la dualità tra il suo lavoro in studio e la sua identità franco-argentina. Questa preoccupazione ha assunto molte forme, ma si manifesta spesso in associazioni con altre forme d’arte (pittura, teatro, architettura). Il suo ciclo “Urbana” comprende 24 pezzi, tra cui i Six Caprices per strumento solo ed elettronica, commissionati dall’IRCAM/Centre Pompidou. Nel 1993 è stato membro della giuria del Premio CIM-UNESCO e delle Borse Ashberg-UNESCO e nel 1997 è stato rappresentante del Rostrum Internazionale dei Compositori. Dal 1991 insegna composizione e tecnologia musicale al Conservatorio di Parigi (CNSMDP). Dal 2003 è anche professore di composizione presso il Catalonia College of Music (ESMuC) e l’Università della Musica di Ginevra (HEM).

TADEJ DROLJC AV PERFORMANCE

Tadej Droljc, performer

14 marzo 2025 | 19.00
Teatro Studio LAC Lugano

Il creative coder sloveno presenta tre lavori: Capillaries Capillaries, Singing Sand e una versione solo suono e immagini di Beambreaker part 1. Questi lavori esplorano l’idea dell’audio-visual gestalt – un oggetto audiovisivo basato su un livello di percezione.
Tadej ha esplorato ampiamente questa idea durante il suo PhD all’Università di Huddersfield (UK) e successivamente con i lavori Synspecies, Beambreaker e Dinner with a Hyperobject, dove il componente visivo si estende allo spazio d’ascolto con luci e laser.

Tadej Droljc (1981) è un artista e creative coder sloveno che lavora all’intersezione tra suono, immagine e luce. Per il suo lavoro, Tadej ha ricevuto il Lumen Prize Student Award, la borsa di studio Dennis Smalley in musica elettroacustica e ha vinto il premio come Video Artist più promettente al Madatac. La sua ricerca di dottorato basata sulla pratica è stata premiata con il Vice Chancellor’s Award per una tesi eccezionale al Center for Research in New Music. Il suo lavoro Synspecies ha vinto il premio Edigma Semibreve ed è stato selezionato per il Lumen Prize nella categoria moving image. Tadej si è esibito e ha esposto in festival come Mutek, Sonar, Ars Electronica, Deep Space Shanghai, Biennale di Parigi NEMO, L.E.V., Brighton Digital Festival, Semibreve, Sonica Glasgow, Lunchmeat, Node, Shibuya Tokio, ecc. Nell’ambito della collaborazione con il Future Lab di Ars Electronica per il progetto Immersify, il suo lavoro è stato presentato anche in occasione di eventi come Inter BEE Tokyo, IBC Amsterdam o Marché du Film – Festival di Cannes. La sua opera Singing Sand è esposta in permanenza al Deep Space 8K di Ars Electronica in formato stereoscopico 3D.

HANS TUTSCHKU

2 marzo 2024 | 20.30
DACD-SUPSI, Mendrisio

Il programma presenta opere elettroacustiche provenienti da diversi periodi della mia esplorazione con suoni multicanale e delle loro relazioni con l’avvolgimento, la densità, la poetica e l’evoluzione drammatica. Due parti del mio ciclo Remembering Japan presentano un viaggio sonoro in questa affascinante cultura di contrasti. Klaviersammlung adotta un approccio strumentale, utilizzando esclusivamente registrazioni di pianoforti in rovina per creare un approccio diverso ai gesti del pianoforte. Agitated slowness è una delle mie composizioni su larga scala che tratta di lentezza e atemporalità. Una spirale rotante di strati altamente polifonici ci circonda e invita l’ascoltatore in uno stato sospeso di percezione sonora. Il programma si concluderà con un live set, in cui creerò texture sonore molto complesse con il sintetizzatore VCV Rack. Concepito come un arco di apparizione e dissoluzione di voci, questo concetto di improvvisazione viene adattato ad ogni spazio performativo in modo nuovo.

Hans Tutschku è un compositore di musica strumentale ed elettroacustica. Nel 1982 è entrato a far parte dell'”Ensemble for intuitive music Weimar” e successivamente ha studiato teatro e composizione a Berlino, Dresda, L’Aia, Parigi e Birmingham. Ha collaborato a produzioni cinematografiche, teatrali e di danza e ha partecipato a cicli di concerti con Karlheinz Stockhausen.
Dal 2004 dirige lo studio di elettroacustica dell’Università di Harvard. L’improvvisazione unita all’elettronica è stata al centro delle sue attività negli ultimi 35 anni. È vincitore di numerosi concorsi internazionali, tra cui: Hanns Eisler Preis, Bourges, CIMESP Sao Paulo, Prix Ars Electronica, Prix Noroit, Prix Musica Nova, ZKM Giga-Hertz, CIME ICEM e Klang! Nel 2005 ha ricevuto il premio della cultura della città di Weimar.
Oltre ai suoi corsi regolari all’università, ha tenuto workshop internazionali per musicisti e non musicisti su aspetti dell’apprezzamento dell’arte, dell’ascolto, della creatività, della composizione, dell’improvvisazione, della live-electronics e della spazializzazione del suono in più di 20 paesi.

THE WAVES

Lucie Eidenbenz – direzione artistica, coreografia e interpretazione
Daniel Maszkowicz – creazione sonora
Collettivo Robert Turner – creazione video

2 marzo 2024 | 19.30
DACD-SUPSI, Mendrisio

The Waves (in origine Les Vagues) è un’esperienza immersiva e multisensoriale che accompagna il pubblico in un viaggio poetico ispirato al romanzo-poesia di Virginia Woolf. Combinando danza, suono interattivo e immagini in movimento, esplora il modo in cui esprimiamo sentimenti e stati d’animo che trascendono le parole. Danzare significa immergersi in un mondo di sensazioni vivide che rendono manifesta questa intensità di emozioni. Le onde si dispiegano in tutte le loro molteplici forme: come movimento, come suono e come luce.

Lucie Eidenbenz è una danzatrice e coreografa di Ginevra. Il suo lavoro artistico è basato sulla performance e sulla transdisciplinarietà. Ha studiato al Centro Coreografico Nazionale di Montpellier, scienze sociali a Losanna e poi con Bruno Latour a Sciences Po Paris (SPEAP). Ques’anno è invitata a rappresentare il suo lavoro al CND di Parigi, in un programma intitolato Recommencer ce monde, curato da Jérôme Bel.
Il Robert Turner Collective è stato fondato nel 2019 da Louis-Hadrien Robert e Paul Turner. Louis-Hadrien vive e lavora a Clermont-Ferrand e Paul a Ginevra. Intenzionato a creare opere d’arte che, pur essendo spesso astratte, rimangono fondamentalmente umane, il collettivo esplora il rapporto tra la matematica delle immagini digitali e la percezione estetica.
Daniel Maszkowicz è allo stesso tempo ricercatore di ingegneria, curatore di cinema indipendente, artista performativo multidisciplinare, compositore e produttore. È co-fondatore dei duo elettroacustici Biblioteq Mdulair e INFLUUT e gestisce il progetto solista KosmoSCore. Lavora su suoni algoritmici e installazioni sonore multicanale, tiene seminari e workshop sulla pratica della Data Sonifcation utilizzando Python e SuperCollider, con un approccio che unisce scienza e arte.