m.o.z.a.r.t. il sogno di un’opera


Gilles Grimaître, pianoforte
Siddhii Lagrutta, soprano
con Iris Tobler e Lavinia Perticaroli
costumi di Marianna Peruzzo
Fabrizio Rosso e Nadir Vassena, ideazione e realizzazione

2 ottobre 2024 | 19.00
Teatro Studio LAC Lugano

Come Napoleone o il Diavolo, Mozart è un catalizzatore di deliri. La sua vita, l’arte, la morte misteriosa hanno generato ipotesi, racconti e follie. Chi è allora il protagonista della nostra storia? Forse un pianista che, attraverso una sorta di Cabala sonora, scompone e ricompone la musica di Mozart alla ricerca di un significato occulto? Oppure è un vecchio internato che per tutta la vita si è dichiarato essere la reincarnazione del compositore? E se fossero la stessa persona?

La performance narra della lotta tra genio e follia, originalità e ossessione, armonia e allucinazione, evidenziando il sottile confine che separa la creatività dalla follia. 
L’azione scenica e la performance musicale si alternano al suono e alla visione di “zone” alla deriva, paesaggi la cui realtà si infrange sulla riva di un abisso insondabile.

live AV 

Feldermelder

1 marzo 2024 | 19.00
Teatro Studio LAC Lugano

Realizzazione ex nihilo, l’essenza della nuova performance live di Feldermelder racchiude l’essenza stessa della creazione. Emulando le forze dinamiche della natura attraverso i mezzi della fisicità, della fluidità e della vibrazione, l’esperienza si svolge come un viaggio spettrale. Questa performance dal vivo rappresenta uno sforzo evolutivo, in continua metamorfosi per adottare varie forme acustiche e visive. Nonostante la sua sofisticazione tecnica, l’artista rimane legato al regno tangibile, spingendo alla contemplazione: questo lavoro sfuma i confini della realtà o si limita a simularla? E se i regni della fisicità digitale e analogica convergessero fino a diventare indistinguibili?

Feldermelder (Manuel Oberholzer) è un creativo polimaterico la cui arte spazia dalla composizione al sound design, dall’installazione al codice. Co-fondatore di -OUS Records, etichetta discografica svizzera di musica elettronica, è membro del collettivo Encor.studio ed è coinvolto nel Museo e Centro svizzero per gli strumenti elettronici (SMEM). Attraverso il suo lavoro, esplora l’idea di segretezza e il suo impatto sulle nostre vite, utilizzando la musica e il suono per creare un’esperienza coinvolgente e stimolante. Collabora spesso con altri artisti tra cui Noémi Büchi, Julian Sartorius, Sara Oswald, Davide Tomat e Afrorack, per creare opere profondamente introspettive ed evocative.

Pappagalli verdi

Giovanni Albini, ukulele
Lorenzo Reggiani, chitarra

30 gennaio 2024 | 19.00
Teatro Studio LAC Lugano

La chitarra, in molte delle sue forme, da quella classica a quella elettrica, da quella battente a quella folk, è probabilmente tra gli strumenti più diffusi e popolari al mondo. Nonostante la sua ormai lunga storia, non smette di affascinare e stimolare la fantasia dei compositori. In questo concerto si potranno ascoltare degli autori ormai classici del Novecento come Goffredo Petrassi, Mario Castelnuovo-Tedesco e Frank Martin, ma anche un brano attuale scritto dal compositore Nadir Vassena. La voce della chitarra, affidata alle mani di Lorenzo Reggiani, sarà intercalata da quella di uno strumento un po’ meno noto, a volte sbeffeggiato e sminuito, quasi un parente povero, ma ricco di sorprese inaspettate: l’ukulele.

L’ukulele nasce alla fine del diciannovesimo secolo alle Hawaii dalla combinazione di due strumenti portoghesi: il machete e il rajão, affondando le sue radici nella chitarra rinascimentale. Ha avuto in poco tempo un’ampia diffusione internazionale, attraversando generi e culture e presentandosi sotto le più svariate vesti. Giovanni Albini – a cui sono state dedicate oltre quaranta nuove composizioni per ukulele – ripercorre nei suoi concerti la musica e la storia dello strumento dalle sue origini, attraverso musica tradizionale (Ernest Ka’ai), arrangiamenti e musica originale (Igor’ Stravinskij, Samuel Barber, Arvo Pärt, Alberto Barberis, Fabrizio Nastari, Matteo Tundo) esibendosi su preziosi strumenti moderni e d’epoca.

Niton meets Oggimusica

Zeno Gabaglio, violoncello elettrico
El Toxyque, oggetti amplificati
Luca Xelius Martegani, sintetizzatori analogici

16 gennaio 2024 | 19.00
Teatro Studio LAC Lugano

Nel 1977, nella Svizzera italiana, non c’era nessun ente o promotore che presentasse la trasversalità del contemporaneo in musica. In verità, non c’era quasi nessuno che proponesse musica contemporanea tout court, ma ancor meno istanze che mettessero in dialogo la composizione con il jazz, l’improvvisazione con l’installazione o l’happening. Con la nascita di Oggimusica si realizzò un primo ponte tra generi e modi del fare e pensare musica. Il trio Niton vuole tornare a quell’origine, invitando i quattro membri dell’attuale comitato Oggimusica – quattro artisti, prima ancora che organizzatori – a unirsi uno alla volta per una performance condivisa.

«A highly beautiful experience, Brothers’n’sisters». Julian Cope
Costituitosi nel 2013 a cavallo della frontiera italo-svizzera, Niton è un trio partito da attitudini improvvisative che si è mosso in contesti espressivi vari (musica minimal, sperimentale o industrial – per teatro, danza, cinema e installazioni) mantenendo come caratteristica unificante la propria strumentazione: i sintetizzatori analogici di Luca Xelius Martegani, gli oggetti amplificati di El Toxyque, il violoncello elettrico di Zeno Gabaglio. A documentare questo percorso ci sono tre album dell’etichetta svizzera Pulver und Asche Records, uno della label berlinese Shameless Records e la Guide to Swiss Underground Experimental Music di Buh Records/The Wire.

Ensemble Mondrian

Ivana Pristašová Zaugg, violino
Petra Ackermann, viola
Karolina Öhman, violoncello
Benjamin Engeli, pianoforte

17 novembre 2023 | 19.00
Teatro Studio LAC Lugano

Sdoppiamenti e scissioni, ri-sintonizzazioni e detonazioni, associazioni e dissociazioni giocano un ruolo fondamentale in questo programma. Gli ascoltatori sono quasi trasportati in stadi intermedi della percezione. È a questo che si riferisce Felix Nussbaumber – giovane compositore di Bolzano, che vive in Svizzera – nel suo pezzo Between regions of partial shadow and complete illumination, mentre Roland Moser porta il pubblico in un mondo fantastico microtonale con il suo lavoro HALL – mit Gegenstimmen.
Due lavori della sound artist Clara lannotta e una prima mondiale del compositore austriaco Wolfram Schurig completano il programma.



Fondato a Basilea nel 2000, il pluripremiato Mondrian Ensemble ha festeggiato il suo 20° anniversario nel 2020. Composto da Ivana Pristašová Zaugg (violino), Petra Ackermann (viola), Karolina Öhman (violoncello) e Tamriko Kordzaia (pianoforte) ha dato un prezioso contributo alla musica contemporanea e ha eseguito in prima assoluta numerose opere. L’impegno con la nuova musica recente e recentissima è altrettanto importante per i musicisti quanto quello con il repertorio classico-romantico. Il Mondrian Ensemble cura una propria serie di concerti in Svizzera e si esibisce regolarmente su palcoscenici e festival in tutta l’Europa.

Halloween al Club Silencio

con l’Orchestra della Svizzera italiana
e le improvvisazioni degli studenti della Scuola universitaria del Conservatorio della Svizzera italiana.
Ideazione e regia: Fabrizio Rosso

27 ottobre 2023 | h tbd
PalaCinema, Locarno

Una performance ispirata all’oscuro universo del Club Silencio, una delle scene più iconiche del film “Mulholland Drive” di David Lynch. Metafora della natura illusoria della realtà, in cui tutto ciò che accade è già accaduto e si svolge in playback, il Club Silencio è gestito da un enigmatico presentatore che conduce lo spettacolo con una voce dolce e melliflua. Durante la serata il pubblico avrà l’opportunità di assistere ad alcune scene tratte da cult movie del genere horror, quali Profondo Rosso e Suspiria, interpretate da un cast di attori dal vivo che però recitano in playback. Le musiche dei film, rielaborate per l’occasione, saranno eseguite dall’Orchestra della Svizzera italiana insieme ad altri brani tratti dal repertorio, coerenti con il tema horror della serata. Al Club Silencio si accede soltanto mascherati e con una parola d’ordine.
“Non perdete l’occasione di vivere un’esperienza unica e avvincente, che vi farà trascorrere una serata di Halloween indimenticabile. Il nostro spettacolo vi aspetta, ma attenzione: non è adatto ai deboli di cuore!”  CLUB SILENCIO

Fabrizio Rosso è musicista e regista. Ha realizzato progetti e performance in vari teatri e contesti europei, tra cui: Biennale Venezia, Berliner Festspiele, Piccolo Teatro Milano, Kunstmuseum Basel. E’ autore e regista dei cortometraggi Somewhere on Earth (2021), NO (2017), New Incessantly Endless (2013), dei progetti di video arte MILK awakening (2022), five Portraits of Alice (2021), Angel Madness (2019) e delle performance ROSA il caso Vercesi (2018), La Forme de l’Ame (2015), La Extravagancia#0 (2014), Persepolis (2009). Nel 2004 ha collaborato con Karlheinz Stockhausen per la realizzazione di Sonntags-Abschied, ultimo atto del ciclo di opere LICHT. Nato a Torino nel 1969, si è formato nei conservatori di Torino, Zurigo, Lugano e ha frequentato i corsi di regia cinematografica presso la USC School of Cinematic Arts di Los Angeles.

M E T A L L I C U M reloaded

Wood | String || Metal | Air

Laura Faoro, flauti, flauto elettrico
Silvia Cignoli, chitarre, chitarra elettrica

27 aprile 2024 | 19.00
Aula Magna, Conservatorio, Lugano

Flauto e chitarra nascono come strumenti acustici, che impiegano azioni molto semplici per produrre il suono: il flauto è legato al respiro, la chitarra al pizzico delle corde. Eppure con l’elettronica e le nuove tecnologie i due strumenti si trasformano e le possibilità si ampliano, aprendo la strada a mondi sonori densi di connessioni contemporanee.
Il duo Faoro Cignoli mira dunque ad esplorare i punti di contatto, le frizioni e le intersezioni tra flauto effettato, chitarra elettrica ed elettronica, con la volontà di rendere questo particolare duo un ibrido, un “oggetto sonoro aumentato”, capace di sincronizzare al suo interno elementi acustici e trasformazioni elettroniche in un’ottica che trascende i generi musicali.
Il concerto sarà l’occasione per ascoltare una selezione di brani, tutte anticipazioni di prossime uscite discografiche: circa gli autori in uscita per il prossimo disco di Laura Faoro e Silvia Cignoli per Stradivarius verranno proposti Zone I di Maurizio Pisati in un’inedita versione, Dogma #2 di Filippo Del Corno e Walks on Devil’s Talk, inedito del giovane Luca Donati, vincitore della call for scores indetta nel 2023 per questo nuovo progetto discografico. Inoltre verrà interpretato WAVE del giovane compositore americano Baldwin Giang, fresco vincitore del Samuel Barber Rome Prize from the American Academy in Rome. Completeranno il programma due brani solistici di Walter Prati ( Molecole #1 e #2) ed Elegy of Suspended Energy della stessa Silvia Cignoli, brano in prossima uscita per ROHS! Records.

Laura Faoro è specializzata nel repertorio contemporaneo; premiata con due Stockhausen Prize consecutivi (2019 e 2022), vincitrice del Premio Cultura Donatella Giudici 2023 conferitole da NoMus, svolge una ricca attività solistica, cameristica e performativa spaziando tra generi e linguaggi. È autrice di vari progetti intermediali e direttrice artistica del festival SPIRITO DEL TEMPO | Teatri del Suono d’Oggi. www.laurafaoro.it

Silvia Cignoli è una chitarrista classica, elettrica e compositrice. Suona come interprete o autrice dei propri lavori, nelle rassegne di musica contemporanea, classica e sperimentale e per festival audiovisuali, dedicandosi anche alla musica per le immagini. Ha pubblicato i dischi “The Wharmerall”, “Digital Memories From a Suspended World” e “Shimmering Behaviour”. www.silviacignoli.com

CENERE

Anahì Traversi, performer
Nadir Vassena, musica e messa in scena
testi di Fabio Pusterla

20 novembre 2022 | 14.30, 16.00, 17.30
Museo Vincenzo Vela, Ligornetto

Posti limitati, prenotazione necessaria: info@oggimusica.ch

Nell’intimità di una sala, il pubblico assiste e partecipa
ad una performance: uno spazio di ascolto, un luogo adeguato per far
risuonare la poesia, così come nelle pratiche arcaiche in cui poesia,
musica e danza erano una cosa sola. Uno spazio reale e immaginario
creato con un ascolto di tipo binaurale che avviene cioè solo attraverso
le cuffie e sfrutta alcuni fenomeni psicoacustici, come i battimenti
binaurali, che si producono esclusivamente nella testa dell’ascoltatore
condizionandolo fisiologicamente. Un’esperienza collettiva ma
vissuta da ognuno nell’intimità del proprio ascolto. La performer
nel silenzio della sua azione e gli spettatori ignorando cosa gli altri
sentono. L’ascolto è terapeutico.

Lo spettacolo verrà proposto in altre due date come produzione del Teatro di Ascona e del LAC:

22 gennaio 2023 | 14.00, 17.00
Teatro San Materno, Ascona

10 marzo 2023 | 17.00, 18.30, 20.00
LAC Teatrostudio, Lugano

A LETTER TO JOHANNA BEYER – SPHERES

Chiara Ludovisi, viola
Bruna Di Virgilio, pianoforte
Cristiana Palandri, live electroncis

12 maggio 2023_19:00
Teatro Studio LAC, Lugano

Nel 2020 la violista Chiara Ludovisi e la pianista Bruna Di Virgilio iniziano a collaborare con l’intento di dedicarsi al repertorio cameristico contemporaneo di compositrici donne. Un repertorio spesso ostacolato e dimenticato, e che solo negli ultimi decenni viene riscoperto per dare finalmente la giusta voce a compositrici a lungo cancellate dalla storia.

Questo progetto – che prevede anche l’esecuzione di nuovi brani con l’utilizzo del live electronics e si avvale della collaborazione della compositrice e artista visiva Cristiana Palandri – è spirato alla figura di Johanna Beyer (1888-1944). Compositrice e pianista attiva negli Stati Uniti degli anni ‘30, la Beyer è vissuta all’ombra dei suoi maestri e colleghi Henry Cowell e John Cage e la sua opera è stata del tutto dimenticata per decenni, nonostante il suo talento e le sue ricerche di un linguaggio musicale innovativo e sperimentale. Il suo brano Music of the Spheres (1938) è la prima opera conosciuta per strumenti elettronici composta da una donna.

TRIO PROJEKT

Johanna Vargas, soprano
Marcus Weiss, sassofoni
Uli Fussenegger, contrabbasso

9 aprile 2023_19:00
Teatro Studio LAC, Lugano

Questo progetto di musica da camera nasce da un lato dall’amicizia che lega i tre musicisti Rinnat Moriah (soprano), Marcus Weiss (sassofono) e Uli Fussenegger (contrabbasso), e dall’altro da due straordinarie composizioni di Beat Furrer: Lotófagos (2006) per soprano e contrabbasso, e In mia vita da vuolp (2019) per sassofono soprano e baritono.

Oltre a queste due opere, il programma include tre nuove composizioni per trio scritte da Katharina Rosenberger (UA), Klaus Lang (UA) e Nadir Vassena (UA). Tutti e tre i compositori hanno un rapporto molto individuale con la voce, e affrontano questa formazione inusuale da prospettive molto diverse, così che il programma diventa una sorta di caleidoscopio delle tre “voci” del trio.

Il progetto nasce da una coproduzione con la Gare du Nord di Basilea, il Wien Modern Festival e lo Steirischen Herbst.