Categoria: Concerto

Ruth Killius

Descrizione:

Anche se la letteratura solistica per viola non può competere con quella per violino o violoncello, il fascino dello strumento ad arco dal suono morbido e caldo ha attraversato i secoli indenne, fino ad affermarsi e ad acquisire una propria individualità nel secolo scorso. Il programma di Ruth Killius lo dimostra presentando alcuni dei capisaldi della rinascita violistica novecentesca, come le Sonate di Hindemith e di Zimmermann o la sequenza di Berio. In prima esecuzione un nuovo lavoro di Nadir Vassena dedicato alla memoria di Erik Oña, compositore argentino recentemente scomparso.

Bio:

Ruth Killius, in seguito al conseguimento degli studi con Ulrich Koch e Kim Kashkashian, si esibisce in qualità di solista con orchestre rinomate, tra cui la Boston Symphony Orchestra, la Residentie Orkest Den Haag, la Budapest Festival Orchestra, la Basler Sinfonieorchester, la Wiener Kammerorchester e la MDR Sinfonieorchester Leipzig. Killius viene regolarmente invitata a festival di rilievo, quali il Festival di Lucerna, il Schleswig-Holstein Musik Festival, l’Edinburgh International Festival o ancora l’Helsinki Festival. Inoltre, partecipa a svariate prime mondiali, tra le quali quelle del trio d’archi di Brian Ferneyhough e del quartetto con oboe di Elliott Carter. Su commissione del Festival di Salisburgo, Heinz Holliger dedica a Ruth Killius e a Thomas Zehetmair la sua composizione Janus. La Killius duetta anche in numerosi concerti con Thomas Zehetmair sui palchi di tutti i grandi centri musicali. Ed è proprio con quest’ultimo che nel 1994 fonda il Quatuor Zehetmair, il cui recente CD con quartetti di Hindemith e di Bartók ottiene il «Diapason d’Oro dell’anno». Inoltre, la sua incisione del 1° e 3° quartetto di Robert Schumann si è distinta per aver conseguito il Gramophone Award (Record of the Year). Nel 2011 registra con Thomas Zehetmair presso la EMC alcune opere di Bartók, Holliger, Scelsi, Killius et Martinů, incidendo pure delle opere di Elliott Carter e Isang Yun con Heinz Holliger e Thomas Demenga. La sua registrazione della Sinfonia Concertante di Mozart con l’Orchestra of the Eighteenth Century e sotto la direzione di Frans Brüggen viene prodotta dalla Label Glossa. Dal 2001 al 2003, Ruth Killius ha insegnato viola alla Johannes-Gutenberg-Universität di Magonza.

Nadir Vassena, nato a Lugano nel 1970, ha studiato composizione a Milano con Bruno Zanolini e a Feriburg i.B con Johannes Schöllhorn. Nel 1993 partecipa ai corsi di composizione di Royaumont tenuti da Brian Ferneyhough. Ha ricevuto diversi premi e riconoscimenti, tra i principali: Wettbewerb des Westdeutschen Rundfunks, Hochschule der Künste-Berlin, Mozartwettbewerb Salzburg, Christoph Delz-Stiftung, Stipendiat der Akademie Schloss Solitude Stuttgart, Mitglied des Istituto Svizzero di Roma, Kompositionsstipendium der Stiftung Landis & Gyr. Dal 2004 al 2011 cura, insieme a Mats Scheidegger, la direzione artistica dei Tage für neue Musik di Zurigo.E’ professore di composizione al Conservatorio della Svizzera Italiana (Scuola universitaria di musica).

Lorenzo Reggiani

Lorenzo Reggiani, chitarra classica

Data ancora da stabilire

Programma:

Johann Sebastian Bach (1685-1750) – Suite in la minore BWV 995

Alexandre Tansman (1897-1986) – Hommage à Chopin

Nadir Vassena (1970*) – anatomie dell’acqua

John Dowland (1563 – 1626) – Fantasia N.3

Leo Brouwer (1939) – Hika in memoria di Takemitsu

Dusan Bogdanović (1955-) – Jazz Sonata

Josquin Schwizgebel – commissione Oggimusica (prima assoluta)

Bio:

Born in Lugano in 1995, Lorenzo Reggiani started to play the guitar at the age of six, attending lessons at the Conservatorio della Svizzera Italiana. After finishing high school, he moved to Lausanne to start his professional music studies at HEMU Lausanne with Dagoberto Linhares. After completing his master’s degree in 2019, he moved back to Lugano and is currently doing a Master in Advanced Studies with Lorenzo Micheli. He has participated in many national and international competitions, including the SJMW (CH), the EGTA (CH), the Salieri competition (IT) and the Rocco Perugini competition (IT). Performing both solo and with an ensemble, he obtained several first prizes. As a result of these competitions, Lorenzo was given the opportunity to play at festivals and concert halls in numerous countries such as Switzerland, Italy, Germany, France and Portugal. During his studies, he also had the chance to take part in various masterclasses with M. O. Ghiglia, A. Pierri, R. Dyens and M. Socias.

Fu durante un apprendistato come stuccatore-pittore nella riviera vodese che Josquin Schwizgebel fece i primi passi nel mondo della chitarra elettrica. Lascia presto i sentieri segnati dell’interpretazione e comincia a comporre, a volte per la sua rock band, a volte per progetti personali. Dopo aver completato il suo apprendistato, ha in programma di seguire una formazione professionale presso una scuola di musica jazz e contemporanea. Tuttavia, la scuola chiude i battenti l’anno in cui si iscrive. Ha poi iniziato a suonare la chitarra classica e un anno dopo è entrato alla Haute Ecole de Musique de Lausanne. Questa svolta musicale gli ha permesso di sviluppare una sensibilità diversa e di arricchire il suo universo sonoro. Desideroso di scoprire nuovi orizzonti, Josquin trascorre un anno a Berlino, dove studia alla Hanns Eisler School of Music. Tornato in Svizzera, ha conseguito il Bachelor, poi il Master nella classe di George Vassilev, che lo ha fortemente incoraggiato a continuare il suo lavoro di composizione. Si è poi iscritto all’Università delle Arti di Berna, dove ha iniziato un Master in composizione, che ha completato nel settembre 2018. Josquin scrive per vari gruppi di musica da camera in diversi stili. Mescolando profondità, intensità e leggerezza, il suo linguaggio sottile invita a immergersi in un universo originale con riflessi poetici. Nel 2017 collabora con Julien Vergère alla creazione della musica originale per lo spettacolo “Avec elle” scrivendo per orchestra d’archi, chitarre, pianoforte e percussioni. Il CD è stato registrato da George Vassilev nel prestigioso music hall della Heure Bleue di La Chaux-de-Fonds.

Concerto e seminari di musica elettronica con il centro svizzero di musica informatica SZCM

9-13 marzo 2021

Il Centro svizzero di musica informatica (SZCM) è una fondazione nata nel 1985 per opera di  Bruno Spoerri, Gerald Bennett e Rainer Boesch, tre pionieri della musica elettronica in Svizzera, attivi soprattutto a Ginevra e Zurigo dove la Fondazione aveva le sue sedi. A quei tempi, la computer music muoveva i primi passi ed era ancora un territorio nuovo ed estraneo ai conservatori e alle istituzioni musicali in genere. Il Centro svizzero di musica informatica si è occupato di formazione, di ricerca, e della produzione e della diffusione della musica informatica, tutto ciò fino a quando questi compiti sono passati progressivamente nelle mani delle Scuole universitarie di musica. In particolar modo l’organizzazione di concerti, ma anche le residenze di diversi compositori hanno fatto del Centro svizzero di musica informatica un luogo progressista per la creazione e la promozione della musica informatica. In entrambe le sedi, giovani compositori, ricercatori e studenti hanno potuto utilizzarne l’infrastruttura tecnologica per produrre i propri lavori musicali. Negli ultimi anni, con la progressiva integrazione all’interno delle Scuole universitarie di musica, le attività della Fondazione si sono ridotte tanto da portare allo scioglimento della stessa. La città di Lugano è stata scelta come luogo simbolico per celebrare questo passaggio. Il Ticino, con lo Studio sperimentale di elettroacustica fondato da Hermann Scherchen nel 1954 a Gravesano, è infatti il luogo di nascita della musica elettronica in Svizzera. Quanto succedeva a Gravesano ebbe un’eco internazionale per più di un decennio, grazie alle ricerche che vi si condussero, ai convegni e alle pubblicazioni, e per le personalità che entrarono in contatto con questa realtà (Pierre Schaeffer, Luigi Nono, Luciano Berio, Abraham Moles, Iannis Xenakis, Luc Ferrari, Jean-François Mâche e altri).

Dal 9 al 13 marzo 2021, presso il Conservatorio della Svizzera Italiana, verranno presentati, in collaborazione con il SZCM, diversi seminari e workshop che permetteranno sia agli studenti di musica che agli appassionati di conoscere la musica elettronica attraverso l’esperienza in Svizzera. La settimana si concluderà con un concerto di musica acusmatica spazializzata promosso ed eseguito da alcuni esponenti dal centro svizzero di musica informatica (SZCM).

Programma seminari

La nascita della musica elettronica in Svizzera – Gravesano – Hermann Scherchen (Carlo Piccardi)

Dallo SZCM (Centro svizzero per la computer music) fino all‘ ICST (Istituto svizezro per la computer music e le tecnologie audio) (Gerlad Bennett)

Lugano : EAR e la collaborazione con il Software Institute (USI)  (Nadir Vassena – Alberto Barberis)

Ambisonic e nuove tecnologie presso l’ICST di ZH (Johannes Schütt)

Bio:

Carlo Piccardi ha pubblicato saggi su autori e aspetti della musica dal Rinascimento a oggi. Fa parte del comitato di redazione di “Musica/Realtà” e della rivista “Acoustical Arts and Artifacts – Technology, Aesthetics, Communications” (Fabrizio Serrra editore) della Fondazione Cini. È autore di “Maestri viennesi – Haydn, Mozart, Beethoven, Schubert – Verso e oltre” (Edizioni Ricordi-LIM) e di “La rappresentazione della piccola patria – Gli spettacoli musicali della Fiera Svizzera di Lugano” (Libreria musicale italiana-Casagrande). Dal 1968 al 2004 ha svolto la sua attività alla RSI, dapprima come produttore musicale alla televisione, dal 1989 come capo del dipartimento musicale alla radio e dal 1994 come responsabile di Rete Due. Dal 2002 coordina a Lugano il Progetto Martha Argerich.

Gerald Bennett è nato nel 1942 nel New Jersey (USA). Si è laureato con lode all’Harvard College nel 1964. Dal 1967 al 1976 ha insegnato al Conservatorio di Basilea (Svizzera), dal 1969 al 1976 è stato direttore del Conservatorio di Basilea. Dal 1976 al 1981 è stato capo dipartimento all’Institut de Recherche et Coordination Acoustique/Musique (IRCAM) di Parigi. Nel 1981 ha assunto la cattedra di Teoria musicale e composizione presso la Hochschule für Musique di Zurigo. Nel 1983 è stato uno dei fondatori e dal 1986 al 1992 segretario della Confederazione Internazionale di Musica Elettroacustica (ICEM), organizzazione membro del Consiglio Internazionale della Musica dell’UNESCO. Nel 1985 ha fondato con Bruno Spoerri il Centro svizzero di musica informatica. Dal 1993 è membro dell’Accademia Internazionale di Musica Elettroacustica di Bourges. Nel 2005 Bennett ha fondato e diretto l’Istituto per la musica informatica e la tecnologia del suono presso la Hochschule Musik und Theater di Zurigo (oggi Università delle Arti di Zurigo). Nell’ottobre del 2007 si è ritirato dall’insegnamento e dagli obblighi amministrativi presso l’Università delle Arti di Zurigo. Le sue composizioni sono pubblicate da Edition Modern und Mnémosyne, le registrazioni sono pubblicate da Wergo e Jecklin e i suoi scritti sono pubblicati da Gallimard, Oxford University Press, Eulenburg, MIT Press e altri.

Johannes Schütt. 1984 Diploma di clarinettista al Conservatorio di Winterthur. Attività concertistica, registrazioni per radio, televisione e su supporti sonori. Dal 1984 al 2005 insegnante di clarinetto presso la scuola cantonale e il conservatorio di Sciaffusa. Perfezionamento in composizione con Klaus Cornell, David Angel e per la musica informatica con Gerald Bennett presso la Hochschule für Musik und Theater (HMT) di Zurigo. Dal 1994 membro del “Forum dei compositori” del “Centro svizzero di musica informatica”. Composizioni per ensemble strumentali, musica da teatro e film sperimentali, oltre a installazioni sonore, composizioni per nastro e live electronics

Simon Grab / Timo Hoogland

Simon Grab, live electronics
Pulse (world première)

»Pulse« è un progetto musicale che si concentra sul feedback audio e sui sistemi auto oscillanti dell’artista del suono svizzero Simon Grab. In questo progetto Simon Grab crea paesaggi sonori e rumori di un immaginario ambiente postumo. Le sue creature sonore organiche e scure si costruiscono su un fitto conglomerato di frequenze pulsanti, prodotte utilizzando la tecnica del “no-input-mixing”, che sfrutta un mixer come strumento musicale. Il sistema rivela una grande ricchezza timbrica, data da suoni di feedback, esplosioni di rumori e toni teneri. Simon Grab cattura il suono dei suoi circuiti in sessioni improvvisative. Le sue performance dal vivo sono crude, anarchiche e altamente imprevedibili. Nella première commissionata da Oggimusica, Simon Grab espande la sua pratica in un ambiente immersivo multicanale, collocando diverse qualità di altoparlanti intorno, dentro e sopra il pubblico, creando uno spazio acustico dinamico – un’esperienza sonora coinvolgente e unica.

Timo Hoogland, live coding
Liber Abaci

L’olandese Timo Hoogland presenta per OGGIMUSICA un’innovativa performance audiovisiva di live-coding per suoni spazializzati, che esplora l’uso di concetti matematici per la creazione di texture sonore, pattern e strutture musicali. Ad attirare l’autore è infatti la capacità dei numeri e delle formule matematiche di catturare la bellezza della natura, con i suoi pattern modulari (come i frattali), le sue sequenze (come la serie di Fibonacci), le sue funzioni periodiche (come quelle del suono delle vocali). Nella performance, per mezzo di tecniche di composizione seriali applicate al live-coding, vengono esplorate e sviluppate musicalmente alcune delle sequenze catalogate nell’OEIS (Enciclopedia On-line delle Sequenze di numeri Interi). Ne scaturisce una composizione algoritmica semi-improvvisata, una ode a Leonardo di Pisa e al suo Liber Abaci del 1202.

 

Bio:

Il sound artist e musicista svizzero Simon Grab (classe 1971) esplora costantemente nuovi terreni. Nei suoi più recenti lavori, si concentra sulla riduzione e sulla peculiarità di sistemi sonori autoreferenziali. L’album “Posthuman Species” segue il suo recente EP “Extinction” per -OUS records. Il suo “Diamonds EP” in collaborazione con il rapper togolese Yao Bobby e la Asian Dub Foundation di Dhangsha esce su LavaLava Records di Bristol, ed è stato scelto come uno degli Album dell’anno 2019 dalla rivista The Quietus. Tra i lavori recenti di Simon Grab c’è “Hirnmusik 1 & 2”. Come compositore e artista del suono produce musica e sound design per lungometraggi, documentari, teatro e radio. Nelle performance dal vivo e nelle installazioni Simon Grab utilizza i luoghi come dei “parchi giochi acustici”. Oltre alla sua attività come musicista, fa parte del team NORIENT (Advisory Board), un network per la promozione, lo scambio e l’intermediazione musicale e culturale, che tratta temi di globalizzazione e digitalizzazione per un vasto pubblico internazionale. Grab è anche co-fondatore del collettivo MOTHERLAND di Zurigo e parte del Motherland Sound System, che dal 2007 presenta suoni urbani provenienti dalle scene musicali transnazionali e globalizzate in tutto il mondo. Simon Grab è docente presso l’Università delle Arti ZHDK di Zurigo, insegnante e project manager presso la radioschool klipp e klang Radioschule, e insegna presso la School for Audio Engineering SAE di Zurigo. Ha lavorato anche presso l’Istituto di Studi Culturali ICS come collaboratore di ricerca.

Timo Hoogland è un creativo (live)coder con sede a Utrecht, Paesi Bassi. Si è laureato nel settembre 2017 al Bachelor of Audio Design in Creative Media and Game Technologies con doppia lode alla HKU University of Arts Utrecht. Nel 2015 ha esposto Soularis, un sequencer virtuale dove l’utente può posizionare pianeti di diverse dimensioni e colori in un ambiente 3D. Da ottobre 2016 a gennaio 2019 ha lavorato per la fondazione Bartimeus su installazioni interattive per bambini non vedenti e ipovedenti. Nel giugno 2017 ha pubblicato il suo lavoro audiovisivo Avatoms. Un ambiente che traduce in suono gli spettri di assorbimento e di emissione degli atomi. I diversi atomi sono usati come mattoni per la composizione di un paesaggio sonoro. Ha iniziato a insegnare Practical Creative System Design con Max/MSP presso l’Università HKU o Ats Utrecht nel settembre 2016 agli studenti del primo anno di Bachelor Music Technology. Dal 2017 insegna Practical Creative System Design per gli studenti del secondo anno di Bachelor Music Technology presso l’HKU. Oltre a ciò insegna in un corso di composizione algoritmica con l’uso di sistemi caotici ed evolutivi. Nel settembre 2017 ha iniziato il Master in Music Design presso l’HKU. Qui sta ricercando tecniche di composizione algoritmica in musica livecoded con l’uso del suo ambiente livecoding Mercury. Un ambiente che si concentra sull’espressione rapida e pratica, la composizione e la comunicazione di musica livecoded. Nel marzo 2018 inizia la programmazione di una libreria esterna per l’ambiente di programmazione Max/MSP, un progetto in corso in cui svilppa frammenti di codice per composizioni algoritmiche, visual design, sound design in Max. Nel settembre 2018 l’opera audiovisiva in tempo reale Circle of Times è stata esposta durante il Bring Your Own Beamer Festivals (Utrecht NL, Gent BE) e il Golf Festival (Haarlemn NL). Quest’opera audiovisiva esplora molteplici concetti di tempo, nella grafica e nel suono, utilizzando algoritmi di riflessione dei raggi della luce per le immagini e la risonanza orbitale per le strutture ritmiche. Nel novembre 2018 Timo ha debuttato con Mercury durante l’Algorave nell’Ekko (Utrecht NL). Ha suonato all’Overkill Festival di Enschede (dicembre 2018 NL), al TecArt Festival di Rotterdam (febbraio 2019 NL), per la Processing Community Days ad Amsterdam e a Utrecht (gennaio/feb 2019 NL), per Droidcon a Torino (aprile 2019 IT) e per la React Conference Amsterdam (aprile 2019 NL). Ha pubblicato un articolo sull’ambiente Mercury nel gennaio 2019 durante la Conferenza Internazionale sul Live Coding di Madrid (ICLC). Sta attualmente completando il suo Master in Music Design, lavorando a lungo sull’ambiente Mercury, programmando visuals, aggiornando la sua libreria-codice online e insegnando codice creativo.

STOICHEIA elements: Stone Leaf

19.30 e 21.00 h

STOICHEIA “elements
electronic music and automata
Stone Leaf

Stone Leaf – composizione, automi, live electronics (prima assoluta)
Alberto Barberis – regia del suono
Fabrizio Rosso – regia luci e video

Stoicheia (dal greco στοιχεία) rappresenta un viaggio sonico alla ricerca dell’elemento primitivo per eccellenza, un componente primo cioè non ulteriormente riducibile, di un insieme composto. Partendo dalla tradizione ellenica, l’opera è divisa nei quattro elementi primordiali: Ydor (acqua), Aither (aria), Gaia (terra). La tecnica compositiva per generare i quattro elementi ha origine dallo studio dei cinque postulati presenti nella più importante opera matematica della antica grecia: il trattato intitolato “Elementi” di Euclide. Le musiche composte sono il risultato di una scrupolosa ricerca e analisi tecnica sul movimento atomico della stessa: i suoni hanno origine concreta, ovvero suoni elettronici non di sintesi, e sono trasformati elettronicamente da software appositamente ideati per l’interpretazione sonica molecolare. Il movimento timbro-ritmico viene affidato all’esecuzione live degli automi appositamente ideati per il progetto, unici al mondo per le loro caratteristiche ingegneristiche e performative.

Una coproduzione OGGIMUSICA e LuganoMusica
In collaborazione con il Conservatorio della Svizzera Italiana
Con il sostegno di Fondo Swisslos, Città di Lugano e Pro Helvetia.

Biografia Luca Congedo (aka Stone Leaf)
Luca Congedo (aka Stone Leaf) ha studiato percussioni alla Musikhochschule della Svizzera italiana a Lugano, diplomandosi sotto la guida dei professori Mircea Ardeleanu e Bernhard Wulff. Durante il periodo di formazione si è perfezionato con interpreti quali Isao Nakamura, Andreas Boettger, Fritz Hauser, Stuart Gerber, Taijiro Miyazaki, Mike Quinn e Matthias Kaul. Il percorso di studio lo porterà ad intraprendere una lunga fase di sperimentazione sulle percussioni, indagando il rapporto timbro-ritmo del materiale sonoro: le percussioni sono trattate e suonate come una materia armonica. Dal 2002 nascono le sue prime collaborazioni internazionali con musicisti e compositori tra cui Karlheinz Stockhausen, Steve Reich, Alvin Curran, Toshio Hosokawa, Sylvano Bussotti, Michel Jarrel, Martha Argerich e Arturo Tamayo. Il 2004 rappresenta una svolta nella sua carriera e segna l’inizio della sua collaborazione con Karlheinz Stockhausen per la riscrittura della canzone KOMET. Da questa ricerca emerge la necessità di sviluppare e inventare nuove tecniche e teorie di esecuzione, fuse con una ricerca elettronica intesa come rivelazione timbrica. Così, innovativi multi-set portano a strumenti non convenzionali e a sofisticati dispositivi elettronici, da lui stesso concepiti. Ha conseguito il Diploma di Musica Elettronica e Sound Design presso la Musikhochschule della Svizzera Italiana a Lugano e il Museo MAXXI di Roma, sotto la guida del Prof. Fabrizio Rosso. La sua ricerca musicale e artistica, lo porterà all’invenzione dei PERSCULTRONÌC, strumenti musicali espressione della fusione di musica acustica ed elettronica, percussioni e scultura. Partendo dai risultati di questi prototipi sperimentali, l’artista inizia la creazione di opere appositamente progettate per l’automazione. Nel 2013 debutta con Homoioméreia, opera commissionata dalla Biennale di Venezia per la 57a edizione, in cui sono state utilizzate 43 Perscultronics. Nel 2017 fonda il progetto Stone Leaf, che mira a integrare il linguaggio elettronico sperimentale contemporaneo con l’underground / IDM. Dal 2018 collabora con il compositore e programmatore Alberto Barberis, sperimentando performance musicali controllate da innovativi sequencer particellari.

Im Rausch der Farben zwischen West und Ost

Kolja Lessing e Holger Koch, violini

Programma:

Tzvi Avni (*1927) Gesharim (Ponti) (2004)

Ursula Mamlok (1923-2016) Aphorismus 2

Dimitri Terzakis (*1938) Legetos (1988)

Walter Geiser (1897-1993) Duo op.56 (1963)

Kolja Lessing (1961) Ravelesken (2006/7)

Carl Rütti (1949) Loure (2000)

Isang Yun (1917-1995) Sonatina (1983)

Descrizione:

Due violinisti di fama internazionale accompagnano il pubblico in un viaggio sonoro alla scoperta dell’Europa, del Medio Oriente e della Corea. Le impressioni orientali piene di magia del compositore israeliano Tzvi Avni e lo spirito danzante del greco Dimitri Terzakis si alterneranno all’intensa poesia di Ursula Mamlok. I rimandi bachiani degli svizzeri Walther Geiser e Carl Rütti e quelli raveliani di Kolja Lessing, lasceranno spazio nel finale alla calma contemplativa, non priva di evoluzioni e coreografie mozzafiato, del coreano Isang Yun.

Bio:

Holger Koch ha iniziato a suonare il violino all’età di cinque anni. Dopo diversi premi e il 1° premio al concorso “Jugend musiziert”, ha studiato con Ingolf Turban a Stoccarda. Gli è stato conferito il “Baden-Württemberg-Stipendium”, che gli ha permesso di studiare con David Takeno a Londra per sei mesi. Ha poi completato gli studi con Kolja Lessing a Stoccarda, laureandosi con il massimo dei voti e la lode. Holger Koch è membro permanente in una posizione di spicco (stellvertretender Konzertmeister) nell’Orchestra di Stato di Stoccarda, nonché membro in numerose orchestre rinomate. Inoltre, è stato per molti anni direttore dell’Orchestra della Schlossfestspiele di Ludwigsburg e più volte direttore dell’Orchestra del Museo di Francoforte. Nel semestre invernale 2009/10 ha insegnato come supplente di Kolja Lessing all’Università di Musica e Arti dello Spettacolo di Stoccarda, dove nel 2011 ha assunto l’incarico di docente. Nel campo della musica da camera è attivo in duo con il partner Kolja Lessing ed è membro permanente dell’ensemble internazionale “Sint-Pieters-Akademie”, con il quale ha partecipato a diverse produzioni discografiche.

Kolja Lessing, uno dei musicisti più versatili del nostro tempo, ha dato un impulso decisivo al mondo della musica coniugando il lavoro interpretativo e di ricerca con le sue capacità di violinista e pianista. Grazie ai suoi sforzi, per esempio, le Violin Fantasias di Georg Philipp Telemann e le Violin Suites di Johann Paul Westhoff sono state riscoperte, insieme a molte opere pianistiche significative di compositori del XX secolo. Le sue incisioni discografiche testimoniano un approccio variegato al repertorio che va dall’epoca barocca ai giorni nostri. L’attività concertistica di Kolja Lessing come violinista e pianista comprende la collaborazione con importanti orchestre e direttori d’orchestra come Yakov Kreizberg, Nello Santi e Lothar Zagrosek, nonché progetti di musica da camera molto diversi tra loro. Nel 1999 ha ricevuto il Premio Speciale Johann Wenzel Stamitz e nel 2008 ha ricevuto il Premio della critica tedesca per la musica. Nel 2010 è stato trasmesso per la prima volta il documentario televisivo “Ferne Klänge” sul suo impegno per la musica in esilio. Nel 2015 è stato premiato con il premio Otto-Hirsch dalla città di Stoccarda. Ha eseguito numerose prime di opere per violino, molte a lui dedicate, di compositori quali Haim Alexander, Tzvi Avni, Abel Ehrlich, Jacqueline Fontyn, Berthold Goldschmidt, Ursula Mamlok, Dimitri Terzakis e Hans Vogt. Dal 2000 insegna violino e musica da camera alla Musikhochschule di Stoccarda, dopo incarichi simili a Würzburg e Lipsia. Kolja Lessing ha ricevuto la sua formazione musicale fondamentale dalla madre e successivamente da Hansheinz Schneeberger a Basilea, dove ha studiato anche composizione.

Bambini: Nella Valle dei Mulini

La Passeggiata musicale del 19 marzo viene rinviata a data da destinarsi

Passeggiata musicale

Giovedì 19 marzo 2020
LAC, Lugano (CH) Orchestra della Svizzera italiana

Scuola di danza “Spazio inverso” di Tesserete
Ideazione e regia di Fabrizio Rosso

La Valle dei Mulini è una fiaba scritta nel 2015 dalla scrittrice argentina Noelia Bianco, che tratta del rapporto, a volte difficile, fra gli uomini e le macchine.

Nella Valle dei Mulini abitano uomini, donne e ragazzi come tanti. Un giorno arrivano nel villaggio le Macchine Perfette. Basta premere un bottone per avere un dolce delizioso, una giornata splendida, un amico fantastico. Il mondo è talmente perfetto che tutti smettono di sognare, i desideri non servono più, si ferma il vento e i mulini si addormentano.

Anna, la piccola sarta protagonista del racconto, e l’uomo uccello, che senza brezza non può più volare, non si arrendono: vogliono continuare a coltivare i propri sogni. Grazie a loro gli abitanti della Valle dei Mulini si risvegliano dal torpore in cui le macchine li avevano gettati.

La fiaba è narrata in cinque scene allestite in altrettanti ambienti del LAC. Nella messa in scena, danzatori e attori si affiancano ai musicisti dell’OSI e del conservatorio. Come da alcuni anni a questa parte, le musiche eseguite dall’Orchestra della Svizzera italiana sono state commissionate a giovani compositori svizzeri di musica da film.


Fabrizio Rosso è attivo nell’ideazione e nella direzione di spettacoli musicali, teatrali, performance e film. Ha studiato pianoforte nei conservatori di Torino, Zurigo e Lugano e direzione cinematografica alla USC School of Cinematic Arts, Los Angeles (US). Ha collaborato con Karlheinz Stockhausen alla prima esecuzione e all’incisione di Sonntags-Abschied, ultimo brano del ciclo di opere LICHT. Nel 2006 ha ideato, in collaborazione con la cantante Luisa Castellani e il percussionista Luca Congedo, lo spettacolo The Wonderful Spring andato in scena nell’ottobre dello stesso anno al Piccolo Teatro di Milano. Ha diretto e collaborato alla realizzazione di diversi progetti presentati in vari teatri e sale europee, tra cui: Berliner Festspiele, Hangar Bicocca (Milano), Teatro Manzoni (Bologna), Teatro Stabile di Torino, Tonhalle Zürich, Biennale di Venezia, LAC Lugano. Nel 2014 ha diretto lo spettacolo teatrale La Extravagancia #0, con protagonista Anahì Traversi, che è stato selezionato allo Schweizer Theatertreffen 2015. L’anno seguente la performance La Forme de l’Ame è stata selzionata al Modern Body Festival 2016 di The Haugue, Holland. Ha scritto e diretto alcuni cortometraggi: Suite à deux, Exercises de style, In tempo, La machine du plaisir, Lento altrimenti subito sarà, Nuovo incessantemente senza fine, NO.

OverLap, a quartet for space travelers

OverLap, a quartet for space travelers

Domenica 12 gennaio 2020
Lugano, LAC, Teatrostudio, 19.00

Durante il concerto verrà anche eseguito uno schema per l’improvviszione composto da Dragos Tara (prima assoluta).

OverLap (Marina Notaro -sassofoni, Matteo Castiglioni -tastiere, Giovanni Ferrazzi -elettronica, Maurizio Gazzola -basso elettrico) consiste in una performance audio-visiva installativa per sassofoni ed elettronica, incentrata sull’idea di ciclicità e ritmo, nel gioco interattivo tra i quattro esecutori e le proiezioni video. L’essenza del progetto consiste nello sperimentare diverse vie di dialogo tra strumentisti d’area differente in una performance che faccia convergere i linguaggi strumentali (classici, ambient, sperimentali, minimalisti e jazz) con l’elettronica nella sintesi del ‘concerto installativo’. Un processo che induce ogni strumentista a sorpassare i propri confini sonori, ascoltare e confrontarsi con gli altri, con il qui e ora del flusso sonoro.

La performance live viene proposta in forma ibrida di installazione multimediale, coadiuvata da una struttura costruita appositamente per lo spazio e su cui verranno proiettati video che interagiscono con la musica creando un dialogo narrativo, svincolato da puri collegamenti sinestetici, per arrivare a un livello di narrazione liberato da accademismi e aperto costantemente a nuovi dialoghi. La diffusione sonora avviene tramite un sistema di spazializzazione del segnale su quattro diffusori. Partendo dal concetto di micro, come la più piccola parte costituente di un tutto, e da quello di macro, come struttura complessa del tutto, l’intenzione dei performer è quella di costruire una narrazione sonora e visiva in tensione tra queste due visioni.

Marina Notaro inizia lo studio del Saxofono presso la banda musicale G. Verdi di S.Agata Militello (ME), prosegue poi gli studi presso i Conservatori V. Bellini di Palermo con il M° Gaetano Costa e G. Verdi di Milano dove si diploma a pieni voti sotto la guida del M° Daniele Comoglio e consegue la laurea specialistica di II livello con 110 e lode presentando il progetto sperimentale In_Search per saxofoni ed elettronica. Ha partecipato a numerosi corsi di perfezionamento con Maestri di fama internazionale quali Jean-Marie Londeix, Vincent David, Mario Marzi, Claude Delangle, Pascal Bonnet, Fabrizio Mancuso, e altri. Svolge un’intensa attività concertistica da solista e con diverse formazioni esibendosi con importanti orchestre quali Orchestra Filarmonica della Scala, Orchestra I Pomeriggi Musicali, Orchestra Sinfonica Siciliana, Orchestra del Teatro Vittorio Emanuele di Messina, in prestigiosi teatri quali Teatro alla Scala di Milano, Teatro degli Arcimboldi, Teatro dal Verme, Teatro di Verdura, Teatro Litta, M.U.D.E.C., LAC di Lugano, Teatro di Bastia (Corsica), ecc.. Il suo progetto di musica elettronica In_Search risulta vincitore di una borsa di studio europea e viene inoltre selezionato per una performance all’interno della stagione di Spazju Kreattiv (Valletta-Malta). Dal 2017 collabora stabilmente con l’Orchestra I Pomeriggi Musicali di Milano. Nell’Agosto 2017 viene invitata per una tournée in Cina dove si esibisce da solista in prestigiosi Teatri come Harbin Grand Theatre, Tianjin Grand Theatre e Yangzhou Concert Hall. Affianca l’attività concertistica con quella didattico-pedagogica, e a Giugno 2017 consegue con il massimo dei voti il Master of Arts Music Pedagogy del prestigioso Conservatorio della Svizzera Italiana di Lugano. Dal 2014 è docente di saxofono presso le scuole medie a indirizzo musicale e presso varie Masterclass di Perfezionamento musicali.

Matteo Castiglioni consegue la laurea biennale e triennale in musica elettronica e sound design presso il Conservatorio di Milano con 110 e lode. Con il duo t.e.s.o., il trio ‘Studio Murena’ e la laptop orchestra ‘1h20nein’ pubblica, tra il 2014 e oggi, sei album in studio, in parallelo all’attività discografica produce numerosi concerti audiovisivi tra cui un progetto per il conservatorio di Birmingham, il museo del ‘900, la Triennale, l’Auditorium San Fedele e la Fabbrica del Vapore di Milano. In parallelo alla produzione musicale, progetta installazioni audiovisive e opere site specific per il palazzo Litta e lo spazio Cobianchi di Milano, la Michigan Technological University e il Palazzo Ducale di Genova. In parallelo a queste attività produce le video-scenografie per le opere liriche ‘Elisir D’amore’ (2017), ‘Alfred Alfred’ (in collaborazione con l’accademia di Brera) (2016), ‘Amor y odio’ (2016), ‘Cantor Caffè’ (2016), e altre.

Giovanni Ferrazzi alias Nowhen è un musicista elettronico di Brescia (IT). Con studi di musica classica e jazz pregressi, si laurea nel 2017 in musica elettronica al Conservatorio di Milano. A gennaio 2016 ha pubblicato il suo primo LP ‘Wohnen’ su Marjucha Sound.

Maurizio Gazzola nasce nel 1995 in provincia di Cuneo, musicista, compositore ed esecutore. Diplomato al Liceo Musicale Ego Bianchi di Cuneo in pianoforte (’14), studia tutt’ora al Conservatorio G. Verdi di Milano Composizione Elettronica, indirizzo Audio e Multimedia. Produce per il collettivo ‘Studio Murena’, con il quale sta lavorando al secondo disco in studio.

Dragos Tara divide la sua attività artistica tra la composizione e l’improvvisazione, come contrabbassista e musicista elettronico. Le sue collaborazioni musicali ed extra-musicali sono motivate da un interesse nei confronti della teoria del gioco, dai riti sociali, e dall’interesse all’estensione dei tradizionali strumenti acustici per mezzo dell’elettronica. E’ co-fondatore e membro dell’Association Rue du Nord e della Compagnie du Phonoscope, ed è membro della Compagnie CH.AU. Vive a Losanna.

Ensemble Boswil

L’Ensemble Boswil è stato fondato nel 2005 e da allora è una presenza fissa nel panorama della musica contemporanea svizzera. Il suo obiettivo principale è il sostegno e la promozione di giovani musicisti (in collaborazione con le scuole universitarie svizzere) attraverso l’interpretazione di opere importanti del repertorio contemporaneo. Ogni anno la direzione è affidata a un direttore di esperienza e reputazione internazionale. Fino ad ora sette progetti, sotto la direzione di Jürg Wyttenbach, Peter Hirsch, Rüdiger Bohn, Pierre-Alain Monot, Beat Furrer, Tsung Yeh e Woiciech Michniewski, hanno coinvolto circa 150 musicisti.
Il programma di quest’anno è dedicato alla musica giapponese con musiche di Toru Takemitsu, Toshio Hosokawa, Joji Yuasa e Misato Mochizuki.

 
Entrata libera
 
Aula Magna del Conservatorio, Lugano

Rom/Schaerer/Eberle

Peter Rom, Andreas Schaerer e Martin Eberle amalgamano in questo loro trio influssi provenienti da tradizioni musicali molto diverse e lontane tra loro, dalla musica africana al blues, dallo swing all’hip-hop.
Nel caso del trio Rom/Schaerer/Eberle, grazie soprattutto ad un intelligente lavoro di arrangiamento e alla formazione piuttosto inusuale (voce, chitarra e tromba), ci troviamo di fronte a qualcosa di nuovo ed originale. I tre sviluppano un proprio stile, sempre molto carico di energia e di continue sorprese. Il successo di questa nuova formazione capeggiata dal vocalist Schaerer, che già si è fatto conoscere in altri gruppi, premia la fantasia e l’inventiva musicale.

 
Entrata CHF 15.–
Lugano Card e Amici del Conservatorio CHF 10.–
soci OGGImusica entrata libera
 
Studio Foce, Lugano