GROUNDS

Ensemble Montaigne

2 aprile 2025 | 19.00
Teatro Studio LAC Lugano

Schweizer Musikedition (SME) è una casa editrice autonoma fondata a Lucerna per i compositori svizzeri. La cosa più importante per la musica di nuova composizione è che venga eseguita e ascoltata, il più spesso possibile e con la migliore qualità possibile. Per questo motivo, l’Ensemble Montaigne, che ha sede a Lucerna, dedica ogni due anni uno dei suoi progetti concertistici alle opere della collezione della SME.  
La prima edizione, svoltasi nella primavera del 2023, è stata un vero successo: i concerti a Zurigo, Zugo e alla Scuola di Musica di Lucerna hanno riscosso un grande interesse da parte del pubblico.  Le opere per la seconda edizione, che si terrà nella primavera del 2025, saranno nuovamente scelte congiuntamente dai rappresentanti del consiglio di amministrazione della casa editrice e dall’Ensemble Montaigne. In programma una nuova opera di Mathias Steinauer, che vive in Ticino. La seconda edizione intende ampliare la portata del progetto organizzando concerti anche nei cantoni di provenienza dei compositori.

L’Ensemble Montaigne, nella formazione base composta da un quintetto di fiati e uno d’archi, è stato fondato nel 2008 dalla sezione della Svizzera centrale della International Society for New Music (IGNM). È l’unica sezione in Svizzera ad avere un proprio ensemble orchestrale. L’Ensemble Montaigne si esibisce ogni anno in almeno quattro diverse serie di concerti, principalmente nella Svizzera tedesca. I programmi sono caratterizzati da una combinazione originale di opere con un focus tematico, rivelando così talvolta connessioni inaspettate tra la musica del XVI secolo e quella dei giorni nostri. Oltre alle regolari prime esecuzioni assolute, i programmi dell’Ensemble Montaigne coprono un ampio spettro stilistico, che va da composizioni originali del XX secolo a sofisticati arrangiamenti di musica antica, pezzi concettuali e improvvisazioni.
L’ensemble ha scelto il filosofo Michel de Montaigne (1533-1592) come suo “patrono” proprio per l’idea di una musica classica contemporanea senza restrizioni ideologiche.