{"id":123,"date":"2016-04-28T22:45:31","date_gmt":"2016-04-28T20:45:31","guid":{"rendered":"http:\/\/www.oggimusica.ch\/?p=123"},"modified":"2018-05-18T13:45:01","modified_gmt":"2018-05-18T11:45:01","slug":"sostacovicreloaded","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.oggimusica.ch\/wordpress\/sostacovicreloaded\/","title":{"rendered":"\u0160ostakovi\u010d Reloaded"},"content":{"rendered":"<p>Nel luglio 1960, il governo sovietico chiese a Dmitrij \u0160ostakovi\u010d di recarsi nella Germania dell\u2018Est per seguire un gruppo di cineasti impegnati nella realizzazione del film <i>Cinque giorni \u2013 cinque notti<\/i>, per il quale il compositore avrebbe scritto le musiche. Le riprese si svolsero a Dresda, dove \u0160ostakovi\u010d ebbe modo di constatare con i propri occhi le conseguenze del nazismo e della Seconda Guerra Mondiale. L\u2018esperienza lo turb\u00f2 profondamente, e spontaneo fu per lui tentare di esprimere il proprio stato emotivo tramite una composizione musicale. Il Quartetto op. 110 venne scritto in tre giorni durante il suo viaggio di ritorno in treno, suggellato da una significativa dedica: \u00aballe vittime del fascismo e della guerra\u00bb.<\/p>\n<p>Steve Reich, quando era bambino, e mentre in Europa divampavano guerre e Olocausto, fu sballottato per diverso tempo tra New York e la California a causa del divorzio dei suoi genitori. Molti anni dopo, quando gi\u00e0 era acclamato come uno dei padri del minimalismo, gli capit\u00f2 di riflettere sul fatto che i viaggi in treno <i>coast to coast<\/i> che gli erano toccati nell\u2019infanzia \u2013 per quanto frequenti e faticosi: un vero incubo nella sua memoria \u2013 erano nulla al confronto delle tradotte verso i campi di concentramento e sterminio su cui furono stipati tanti bambini come lui, durante la seconda guerra mondiale: <i>Different Trains<\/i>.<\/p>\n<p>In questo concerto nel quartetto d\u2019archi op. 110 di \u0160ostakovi\u010d si apre uno squarcio da cui emerge il quartetto <i>Different Trains<\/i> di Steve Reich. Il risultato \u00e8 un\u2019unica opera che attraverso la musica ci fa rivivere la dolorosa e assurda esperienza della guerra e della deportazione.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><b>Programma<\/b><\/p>\n<p>Dimitrij \u0160ostakovi\u010d: Quartetto d\u2019archi No. 8 in do minore Op. 110<\/p>\n<p>1. Largo<\/p>\n<p>2. Allegro molto<\/p>\n<p>Steve Reich: <i>Different Trains<\/i> per quartetto d\u2019archi e nastro<\/p>\n<p>1. America-Before the War<\/p>\n<p>2. Europe-During the War<\/p>\n<p>3. After the War<\/p>\n<p>Dimitrij \u0160ostakovi\u010d: Quartetto d\u2019archi No. 8 in do minore Op. 110<\/p>\n<p>5. Largo<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><b>Kotkova Ensemble<\/b><\/p>\n<p><b>Hana Kotkova, <\/b>violino<\/p>\n<p><b>Alessia Pallaoro, <\/b>violino<\/p>\n<p><b>Yoko Miyagawa Paetsch, <\/b>viola<\/p>\n<p><b>Barbara Misiewicz, <\/b>violoncello<\/p>\n<p>Il <b>Kotkov\u00e1 Ensemble<\/b> \u00e8 nato nel 2012 in occasione di due concerti a Milano e Torino, nell\u2019ambito del Festival MITO, i cui programmi richiedevano piccoli ensemble diversi nell\u2019organico. Da qui l\u2019idea di dare continuit\u00e0 a questo progetto formando di volta in volta piccoli gruppi modulabili secondo necessit\u00e0 \u2013 a geometria variabile, come si usa dire \u2013 collaborando prioritariamente con musicisti scelti sul luogo dei concerti (recentemente a Praga, Opava e Ostrava) per realizzare programmi inconsueti, con un occhio di riguardo alla musica del XX. e del XXI. secolo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nel luglio 1960, il governo sovietico chiese a Dmitrij \u0160ostakovi\u010d di recarsi nella Germania dell\u2018Est per seguire un gruppo di cineasti impegnati nella realizzazione del film Cinque giorni \u2013 cinque notti, per il quale il compositore avrebbe scritto le musiche. 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