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Repliche di “Invisible through” « OGGIMUSICA

Repliche di “Invisible through”

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Alberto Barberis, music, live electronics, design

Giacomo Cardelli, cello

Rajan Craveri, live visual art

Descrizione:

In Invisible through si riconoscono i tratti e i temi ricorrenti della poetica di Barberis, tra cui lesplorazione delle periferie dellascoltoe lattenzione verso le possibilità tecnologiche del nostro tempo. Allo stesso tempo, però, è con questo lavoro che un ulteriore elemento si staglia nellorizzonte della sua ricerca: lurgenza di costruire un sistema, un organismo sonoro. Questo sistema si fonda innanzitutto sullincontro tra alcune dicotomie, prima tra tutte quella tra il visibile e linvisibile. La performance si svolge in due ambienti distinti: uno spazio in cui il pubblico, circondato da sedici lastre metalliche, vive unesperienza audio-visiva fortemente immersiva; e unaltra sala in cui suona un violoncellista, nascosto agli ascoltatori. Lastre e violoncello, oltre a rappresentare tradizioni musicali tra loro distanti, incarnano un dualismo anche sul piano delle modalità esecutive le une controllate dal computer, sollecitate da trasduttori e mosse da motori elettrici DIY, l’altro affidato ad un esecutore umano. Vi si innesca un circuito di notevole complessità: il live electronics non solo modella in tempo reale il suono analogico delle lastre e del violoncello, ma ‘dà accesso al sistemaa questultimo, e diventa udibile e presente attraverso le lastre. Ne scaturisce una vera e propria scultura del suono in tempo reale, in cui gli opposti trovano una loro convivenza dialettica. Nei margini di questo micromondo elettro-meccanico si insinua talvolta irrompe la composizione luminosa di Rajan Craveri, che opera unulteriore mediazione tecnologica tra il suono e i gesti del violoncellista. Grazie ad una luce evolvente proiettata sulle lastre e nello spazio scenico, il suo intervento stabilisce un ulteriore livello percettivo cha dialoga con il resto del sistema. La percezione del movimento umano assume i tratti di uninterferenza allinterno della vita della macchina, sebbene fatta di luci e resa effimera alla stregua del suono stesso. L’opera si offre al pubblico con tutto il suo impatto emotivo, rivelando come la musica, per dirsi tale, debba essere in perenne ricerca di una direzione. Più ancora che di una méta, prima ancora di aver definito una forma o una storia del percorso essa deve essere in ricerca. E cercare e trovare, nel suono e coi suoni. (Giovanni Cestino, marzo 2019)

Bio:

Alberto Barberis è attivo come compositore, performer elettroacustico, regista del suono e code artist. Ottenuti il diploma e il biennio specialistico in chitarra classica (Torino e Brescia), studia composizione, laurandosi al Master of Arts in Composition and Theory e ottenendo il MAS (Master of Advanced Studies) in Composizione (Lugano). Parallelamente affronta un percorso di studi in ingegneria (Torino) nel campo delle telecomunicazioni, dei nuovi media e della computer vision, stimolato dallinteresse per la musica elettronica, la computer music e larte generativa. Vincitore della Werkjahr 2017 (fondazione Christoph Delz di Basilea), è attualmente assistente del Direttore Artistco dellhighSCORE Festival, è parte del collettivo di improvvisazione Floating Forest (collaborando stabilmente con il produttore elettronico Bienoise), ed è membro dellassociazione ticinese per la musica contemporanea OGGIMUSICA. Allattività artistica in festival nazionali e internazionali (Nachtstrom – CH, Afekt – ET, Maggio Elettrico – IT, Tanzwoche Dresden – DE, Oggimusica – CH, Elettcropark – IT, Oceano Indiano / Teatro di Roma – IT) affianca lo sviluppo di software e applicazioni dedicate allaudio, alla spazializzazione del suono e alla didattica musicale e linsegnamento presso il Conservatorio della Svizzera Italiana (“Tecnologie per la didattica musicale”, “Musica elettronica e programmazione”, Live Electronics”). Nelle sue creazioni combina gli strumenti acustici, quelli elettronici, larte digitale e la programmazione, con una personale tensione biologica’.

Giacomo Cardelli si è diplomato in violoncello presso il Conservatorio di Rovigo e ha ottenuto il Diploma in Master of Arts in Music Performance presso il Conservatorio della Svizzera Italiana sotto la guida del M° Enrico Dindo. È vincitore di una delle Borse di studio dEccellenza della Confederazione Svizzera ESKAS. È vincitore del 1° premio assoluto in diversi Concorsi Nazionali e Internazionali – Concorso L. Agostini (2007), Premio Crescendo (2011), Concorso Città di Riccione (2012 e 2013), Premio Salieri (2012). Da anni svolge unintensa attività concertistica come solista o in formazione cameristica in Italia e allestero. Collabora stabilmente con orchestre italiane quali lOrchestra Filarmonica di Torino, il Colibrì Enslembe di Pescara e lOrchestra del Teatro
Regio di Torino.

Rajan Craveri è specializzato nella creazione di sistemi interattivi per l’arte, e nella generazione di immagini in tempo reale. Lavora nel campo dello spettacolo dal vivo e delle installazioni multimediali per musei, gallerie darte contemporanea e grandi eventi. Attualmente Rajan Craveri è uno dei massimi esperti di Jitter (ambiente di programmazione multimediale anche noto con il nome di Max/MSP) sia a livello nazionale che internazionale. Ha insegnato in diverse città’ d’Italia tra cui Milano, Bergamo, Brescia e a Torino. Ha conseguito la qualifica professionale presso la Civica Scuola di Teatro Paolo Grassi di Milano e ha approfondito i suoi studi a New York, a Porto e a Bergen. Nel 2006, insieme alla coreografa Serena Zanconato, fonda Micron, compagnia che opera tra danza, arti visive e tecnologia. Collabora costantemente con coreografi, compositori, musicisti, danzatori, registi, poeti, video artisti per la produzione di spettacoli ed installazioni multimediali e interattive. Ama la collaborazione, larte performativa e la natura e in particolar modo il mondo delle api.


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